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Il Pdl sta facendo pressione per avere il voto entro marzo

Berlusconi ha fretta: il conflitto di attribuzione per fermare il processo


Berlusconi ha fretta: il conflitto di attribuzione per fermare il processo
03/03/2011, 10:03

ROMA - Non ha sorpreso il fatto che il Presidente della Camera Gianfranco Fini non abbia battuto ciglio, sul conflitto di attribuzione sollevato dal Pdl a proposito del processo che inizierà il 6 aprile e che vede SIlvio Berlusconi imputato di concussione e prostituzione minorile. E questo per un motivo molto semplice: se si fosse messo di traverso, avrebbe offerto il destro alla maggioranza di invocare nuovamente l'intervento del Presidente della Repubblica per far dimettere la terza carica dello Stato. Ma la trappola era così evidente che era difficile cascarci.
Ma non basta che il conflitto di attribuzione arrivi alla Corte Costituzionale. Il Pdl sta facendo pressione affinchè la decisione arrivi in aula entro dieci o quindici giorni al massimo, in modo che la Consulta possa rispondere rapidamente. Infatti il 29 aprile scadono i 9 anni di permanenza nella COrte Costituzionale dell'attuale Presidente Ugo De Siervo. E trattandosi di una nomina parlamentare, che va fatta con maggioranza dei due terzi, la sua sostituzione non sarà agevole. Dato che, come risulta dalle intercettazioni sulla P3, ci sono sei dei quindici giudici che hanno accettato di agire per conto del Presidente del Consiglio, basta riuscire a "controllare" un'altra persona per avere la maggioranza anche là (alle prossime elezioni è facile che il Presidente sarà uno eletto tra i sei suddetti, e il voto del Presidente vale doppio). Arrivare all'inizio del processo - che non inizierà il 6 aprile, dato che Berlusconi, il giorno dopo il rinvio a giudizio, ha deciso che quel giorno sarà a L'Aquila per il secondo anniversario del terremoto - con una sentenza lampo della Corte Costituzionale sarebbe una gran vittoria. Naturalmente sempre col presupposto di una sentenza favorevole. Che però sarebbe in contrasto con la giurisprudenza finora osservata dalla Corte Costiutuzionale, che ha sempre rigettato questioni di competrenza della Corte di Cassazione, come in questo caso.

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di Antonio Rispoli
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