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La proposta è individuale e risale al 2008

Berlusconi, "Il ddl su parificazione partigiani e repubblichini verra ritirato"


Berlusconi, 'Il ddl su parificazione partigiani e repubblichini verra ritirato'
26/04/2009, 18:04

Il cosiddetto ddl Salò sarà ritirato. Lo ha affermato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi dopo la richiesta di Dario Franceschini, leader del Pd. Ieri Franceschini aveva chiesto di bloccare la proposta di parificazione tra coloro che combatterono per la liberazione e quelli che invece si schierarono dalla parte della Repubblica sociale italiana. “Non sapevamo che fosse stato presentato questo disegno di legge, - ha detto il Cavaliere, - che sarà certamente ritirato”.

Berlusconi inoltre è tornato sul significato del 25 aprile e sulla possibilità di mettere da parte una volta per tutte le divisioni ideologiche. “Mi sembra che, anche leggendo la stampa, si possa pensare davvero a superare il periodo che abbiamo alle spalle e di andare verso un comune sentimento nazionale”.

Il capogruppo e il vice capogruppo del Pdl alla Camera, Cicchitto e Bocchino, avevano fatto sapere che il governo non c’entra nulla con la proposta sui reduci della repubblica Sociale. “Si è trattato di una tipica iniziativa parlamentare individuale”, hanno specificato in una nota, e nasce “come iniziativa bipartisan”. Il governo, quindi, non ha avuto nessun ruolo in questa proposta, né lo ha avuto il gruppo parlamentare del Pdl, “si tratta di una iniziativa presa dall’onorevole Barani nel mese di luglio del 2008, e ha visto la partecipazione di numerosi parlamentari, non solo del Pdl, ma anche del Pd… anche se poi alcuni di questi ultimi hanno ritirato la firma successivamente”.

Dario Franceschini ha però un’altra richiesta da fare al presidente del Consiglio, e questa volta si parla di Costituzione. “Chiedo un secondo passo, - ha dichiarato, - dopo quello fatto ieri di venire in piazza per il 25 aprile”. Il leader del Pd invita il premier a promettere di non effettuare più modifiche ricorrendo al potere della maggioranza durante le votazioni. “Venga in aula, - dice Franceschini, - e dica che la Costituzione si cambia solo con l’accordo di tutti, tra maggioranza ed opposizione”.

 

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di Nico Falco
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