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E poi rincara: "Abbiamo sconfitto la mafia"

Berlusconi: "Il potere è in mano ai Pm, sin dai tempi di Scalfaro"


Berlusconi: 'Il potere è in mano ai Pm, sin dai tempi di Scalfaro'
03/10/2010, 17:10

MILANO - Intervento del Presidente del Consiglio SIlvio Berlusconi alla festa del Pdl che è in corso a Milano, presso il Castello Sforzesco. Un discorso tutto all'attacco dei soliti noti.
Il primo attacco è alla magistratura. Innanzitutto, secondo il premier, il vero potere è in mano ai magistrati: "Dubitiamo dell'esistenza nel nostro Paese di una vera e compiuta democrazia. Se una legge non piace a certi pm, la impugnano e la portano alla Corte Costituzionale, che ha 11 componenti di una parte politica, e su pressione dei pm di sinistra la abroga. La sovranità in queste condizioni è trasferita dal popolo ai pm". Il problema, secondo Berlusconi, nasce sin dal 1994, quando Scalfaro "chiamò Umberto Bossi e gli disse che ero sull'orlo del baratro", per organizzare un atto eversivo, la caduta del primo governo Berlusconi. Anche la Corte Costituzionale, secondo il premier, è fatta da 11 membri della sinistra e quindi è connivente con il Partito democratico. Non basta: è necessaria una Commissione d'inchiesta contro i magistrati perchè ha detto Berlusconi è inammissibile che "un Pm di Milano (Fabio De Pasquale, ndr) - quello che disse a Gabriele Cagliari che il giorno dopo l'avrebbe liberato e che poi andò in vacanza, provocando il suicidio di Cagliari - che voleva condannarmi per il processo Mills" ha inventato che la corruzione si realizza quando il corrotto comincia a spendere i soldi. Non poteva mancare un attacco anche a Gaspare Spatuzza "un assassino con oltre 40 omicidi, al soldo dei Pm, disposto a dire qualsiasi cosa vogliano i Pm", che ha parlato dei rapporti tra il premier e la mafia.
Non è mancato l'autoincensamento, a cominciare dal fatto che "passeremo alla storia come il governo che ha sconfitto la mafia, arrestando 6500 mafiosi e sequestrando milioni di euro di patrimonio". Ha ripetuto che i conti pubblici sono in sicurezza, che le tasse non sono state aumentate, il tutto grazie all'opera del Ministro delle Finanze Giulio Tremonti. Ha anche avocato a sè il merito di aver ottenuto per la società Impregilo il raddoppio del Canale di Panama.
Poi ha attaccato anche il Pd, considerato inaffidabile "perchè è senza un leader, senza un programma, è diviso e segue gli isterismi di un Di Pietro o di un Vendola". Particolarmente aggressivo contro il leader dell'Italia dei Valori, soprattutto quando ha detto che la riforma dell'Università si è resa necessaria quando ha scoperto che Antonio Di Pietro si era laureato.
Poi ha confermato la sua intenzione di andare ad elezioni se il governo non dovesse far passare le leggi che stanno preparando a cominciare dal giusto processo. Ha terminato il discorso annunciando il suo grande progetto: i team delle libertà. Si tratta - ha spiegato - di gruppi di tre-quattro persone per ciascuna delle 61 mila sezioni elettorali, con il compito di andare settimanalmente a trovare le 200-300 famiglie di quella sezione a spiegare i successi che il governo sta ottenendo.
Nessuna novità quindi nel discorso, ma la solita carica di insulti, menzogne, aggressività ed illeggittimità che non mancano mai.

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di Antonio Rispoli
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