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Fli vuole la riunione di maggioranza

Berlusconi: "Il testo si cambia in aula"


Berlusconi: 'Il testo si cambia in aula'
27/09/2010, 20:09

ROMA - Sembrano agitarsi di nuovo le acque tra Pdl e finiani, alla vigilia del 29 settembre, data in cui Berlusconi leggerà alla Camera dei deputati il suo discorso in cinque punti. Oggetto dell'attenzione dei finiani è la riunione tra Bossi e Berlusconi prevista per martedì pomeriggio, per discutere del contenuto del documento. Berlusconi  parla intanto di "ostacoli da superare nell'interesse di tutti", perché vanno messe da parte le "ambizioni personali".
Italo Bocchino incalza affermando: "Berlusconi deve decidere se la risoluzione è frutto di un asse con Bossi o di un vertice della maggioranza parlamentare. Un vertice è indispensabile perchè non si è mai visto che due delle tre gambe propongano un documento mentre l'altro pezzo legge, sente e vota. Se mercoledì non c'è un documento condiviso è un problema".
Poi Bocchino attacca il premier anche sulla vicenda della casa a Montecarlo: "Attribuiamo a Berlusconi la strategia di distruzione di Fini, ma non tutto quello che scrivono Sallusti e Feltri".
Intanto la Procura di Roma ha fatto sapere che non intende convocare Giancarlo Tulliani, cognato di Gianfranco Fini, in merito alla inchiesta aperta sulla casa a Montecarlo. Questo perchè per ora si sta solo valutando la congruità del prezzo di vendita dell'appartamento, presupposto indispensabile per una inchiesta di truffa.
Ora sicuramente per fare andare avanti questa maggioranza ci sarà bisogno di un voto compatto sul programma che presenterà in aula, proprio superando quelle aspirazioni singolari.
Lo stesso Bocchino ammette: "Il presidente Fini ha specificato di fermarci tutti, facendo prevalere il senso di responsabilità. Nelle prossime 48 ore si deve decidere se far prevalere gli interessi del Paese rispetto allo scontro tra i due oppure sfasciare tutto. Noi siamo convinti che ci siano i margini per una convergenza ma bisogna essere in due a pensarlo e soprattutto questo non può passare per l’indebolimento dell’altro".
I  finiani hanno lanciato un appello per un "vertice di maggioranza", respinti da Franco Frattini, descritti come riti della vecchia politica.
Ma arriva anche l’ambiguità da parte di Bocchino: da un lato dichiara di essere con Fli parte della maggioranza, dall’altro di non essere più Pdl.
"Io, Granata e Briguglio abbiamo risposto ai probiviri che non abbiamo intenzione di fare una memoria difensiva, perché è venuto meno il motivo del contendere visto che non siamo più nel gruppo del Pdl. Io non sono nel gruppo del Pdl e ritengo che non possa esistere un partito con due gruppi parlamentari. Mi sembra inevitabile che nasca il soggetto politico di Fli".

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di Antonio Rispoli ed Elisabetta Froncillo
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