Politica / Parlamento

Commenta Stampa

Come due anni fa, si respira aria di "rivoluzione"

Berlusconi in piazza a Milano: la svolta del Predellino 2?


Berlusconi in piazza a Milano: la svolta del Predellino 2?
13/12/2009, 11:12

MILANO - Sono trascorsi esattamente due anni e 25 giorni da quella visita quasi a sorpresa del Premier a Piazza San Babila. Una piccola folla di militanti di Fi accolse calorosamente Silvio Berlusconi; era autunno, i rapporti con Gianfranco Fini erano tesissimi (il leader An parlò di "comiche finali" riferendosi al nuovo partito berlusconiano) e c'era un certo Pierferdinando Casini desideroso di svincolarsi da un'alleanza sempre più asfittica.
I fatti dell'epoca sono noti: il gesto del Premier salito sul predellino della sua mercedes per arringare la folla, Fini che fino a pochi istanti prima aveva giurato che la sua eredità missina mai sarebbe confluita nel Pdl, il divorzio con  Casini e quella rinascita quasi insperata dopo la "caduta" del 2005. Un colpo di scena tipico del Primo Ministro, insomma: tutti d'accordo e nessuno d'accordo allo stesso tempo ma con la barca che va, spiega le vele e solca mari che si stavano rovinosamente trasformando in abissi. A ripescar ricordi a mo di nostalgico amarcord politichese vien subito da considerare che,
l'incontro odierno del Presidente del Consiglio in Piazza Duomo, coltiva nel suo grembo un possibile secondo pargolo dall'animo opportunista: il predellino 2.

LA ROTTURA POSSIBILE
Eppure, almeno ufficialmente, l'incontro previsto da Berlusconi servirà prima di tutto per chiarire le linee guida del Pdl. Linee nette, ben marcate, che urlano un chiaro "prendere o lasciare" e che creano confini di separazione altrettanto difficili da scorgere ed in grossa parte già abbozzati con tratto deciso durante gli interventi di Bonn e Bruxelles. Isomma: l'ipotesi di rottura definitiva, evitata in extremis nel 2007, è avallata da più di una voce all'interno della maggioranza. Probabilmente infatti, il già ingombrante "bagaglio" d'accuse, sospetti, inciuci e sentenze che il Primo Ministro ha dovuto portare in saccoccia è stato, in questi ultimi tempi, troppe volte appesantito dagli interventi finiani per poter far risolvere il tutto con  un "mettiamoci d'accordo per andar d'accordo".

LA RUSSA SMENTISCE
Nonostante rumors, sentori e sospetti di una corte sempre più malata d'egocentrismo e sempre più dedita alla scaramuccia, il ministro Ignazio La Russa si sente abbastanza sicuro per smentire ogni ipotesi che ammicchi al Predellino 2. Quella di Piazza Duomo, infatti, sarà solo una semplice manifestazione per consegnare la tessera onoraria del Pdl a Letizia Moratti (con buona pace di Formigoni; che dovrebbe  vedere rimandato a gennaio l'annuncio di una sua candidatura alla regione Lombardia). L'attesa di chi immagina un nuovo show (pietoso o esaltante dipende dai punti di vista) dovrebbe dunque essere delusa anche se, conoscendo il Premier, l'occasione si presenterà molto propizia per diverse dichiarazioni al fulmicotone.
Del resto, chi ha potuto parlare con lui, già annuncia che il Presidente sfrutterà la manifestazione per rimarcare le strategie e gli intenti finali della sua eterna e primordiale battaglia, del pallino che lo ha spinto ad entrare in politica nel 1994 per "dire basta a questi giochi di palazzo, a queste manovre occulte per via giudiziaria, alla politica politicante". Il riferimeno all'annuncio-minaccia di Pierferdinando casini non è per niente casuale a questo punto.
Berlusconi difatti avrebbe spiegato ai suoi che "chi vuole trattenerci, chi vuole imbrigliarci, chi vuole la palude e non il cambiamento" deve essere considerato un nemico; sia che si trovi nella maggioranza che all'opposizione. La richiesta di una riforma rivoluzionaria del sistema giudiziario con conseguente e significativo ritocco alla Carta Costituzionale sembra dunque uno degli obiettivi principali di un governo che, fin'ora, è stato campione in promesse e "brocco" in riforme concrete.

Commenta Stampa
di Germano Milite
Riproduzione riservata ©