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Da solo, il triplo di tutti i leader del centrosinistra

Berlusconi in TV: 10 mila minuti in 10 anni

Solo a gennaio, 160 minuti senza contraddittorio

Berlusconi in TV: 10 mila minuti in 10 anni
07/02/2011, 09:02

ROMA - Non che sia una sorpresa, ma i dati della Vidierre - una società che monitora la presenza dei politici in TV - riportati da Repubblica sono impressionanti. Il tempo in cui sono stati trasmessi i monologhi di Berlusconi in TV (gli unici casi in cui ha affrontato il contraddittorio è stato nel 2006 quando venne sconfitto alle elezioni da Romano Prodi e una puntata di Ballarò nel 2005, quando era disperato per la sconfitta alle regionali per 12-2) tra il 2001 e il 2010 hanno occupato lo spazio di 10.206 minuti, praticamente una settimana continuativa per 24 ore al giorno. Da sottolineare che nel conto non sono compresi i dati di altri elementi del Pdl o della Lega.
Già il dato è enorme. Ma lo diventa ancora di più se lo mettiamo a confronto con le presenze degli altri politici. Se sommiamo i tempi di tutti i leader del centro sinistra che si sono alternati negli ultimi 10 anni, superiamo a malapena i 3500 minuti (3688, per essere esatti). Se prendiamo gli interventi dei Presidenti della Repubblica (Carlo Azeglio Ciampi e Giorgio Napolitano), arriviamo a 3414 minuti in TV. Come si vede c'è un abisso. CHe rimane anche se vediamo i singoli dati: nel 2010 Berlusconi ha vinto su Bersani per 1386 minuti contro 460. Insomma, non c'è confronto. E la bulimia mediatica di questi giorni, con continui video messaggi e pseudo interviste al TG1, ha dato al Presidente del Consiglio altri 160 minuti (e 12 secondi, per i pignoli) di presenza in TV.
E Fini? Praticamente sparito: tra il 2004 e il 2010 ha avuto solo 1534 minuti. Ma negli ultimi sei mesi (cioè da quando ha lasciato il Pdl per creare Fli) ogni mese il Presidente della Camera risce a raccogliere solo pochi minuti al mese. Il che è un controsenso, dato che il maggior rilievo politico attuale dovrebbe garantirgli una esposizione mediatica superiore. Ma ovviamente non è così, dati alla mano.
Resta da chiedersi se si può ancora parlare di democrazia e di voto libero, quando un leader di partito ha una tale predominanza sui mass media (quasi tutti di sua proprietà o sotto il suo controllo) da far passare quasi esclusivamente la propria voce e zittendo le voci in contrasto da lui.

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di Antonio Rispoli
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