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Si riaccende lo scontro dopo le ultime dichiarazioni

Berlusconi insiste: "Giudici eversivi". L'Anm: "Basta con gli insulti"


Berlusconi insiste: 'Giudici eversivi'. L'Anm: 'Basta con gli insulti'
29/05/2009, 18:05

Grumi eversivi in una parte della magistratura. E’ questo il leitmotiv su cui torna Silvio Berlusconi durante una visita a L’Aquila, questa volta però rincarando la dose e parlando esplicitamente di giudici animati solo da “volontà eversiva ed eversione”. Passeggiando nella cittadina, il premier è stato contestato da un uomo sulla sessantina, un aquilano di nome Bruno, che gli ha urlato “Presidente, fatti processare” e, in riferimento alla campagna di La Repubblica, gli ha gridato: “Rispondi alle domande!”.

Nel corso della visita, il presidente del Consiglio si è espresso sui diversi temi che tengono banco in questi giorni. Ha parlato dell’ipotesi del voto anticipato, dichiarando di non avere intenzione di farvi ricorso per reagire alle inchieste dei giudici che considera “eversivi”. E, spiegando il proprio punto di vista, Berlusconi spiega anche perché ritiene scorretto il comportamento dei giudici. “Non faccio che dire, - ha dichiarato, - che ne sono assolutamente convinto perché quando con delle sentenze basate sul ribaltamento della realtà si vuole ribaltare la decisione popolare e si vuole sostituire chi è stato eletto dal popolo e a cui il popolo ha dato democraticamente la responsabilità di governo, questa si chiama con una parola sola: volontà eversiva ed eversione”.

La situazione, aggiunge il premier, è la stessa che si era venuta a creare nel ’94, quando “sono stato eletto e ho avuto un attacco della magistratura su una cosa che non esisteva e per cui sono stato assolto dieci anni dopo con formula piena. Quell’attacco, - ha proseguito il Cavaliere, incontrando i cronisti al termine di un pranzo nella mensa allestita nella tendopoli di Sant’Elia, - ha ribaltato il voto degli elettori e quindi c’è stato un fatto eversivo nei confronti di un voto democratico. Volevo precisare cosa intendevo dire: quando si tenta di andare contro chi è stato eletto democraticamente dal popolo con accuse fondate su cose false, questo è un fatto eversivo”

Dopo l’ennesimo attacco alla magistratura, le ‘toghe’ hanno però deciso di rispondere per le rime a quello che chiamano “stillicidio di insulti”. L’Associazione Nazionale Magistrati (Anm) ha richiamato il premier, invitandolo ad ascoltare il monito di Napolitano che, qualche giorno fa, aveva chiesto a chi svolte attività politica di “non abbandonarsi a forme di contestazione sommaria e generalizzata dell’operato della magistratura”.

“Nelle prossime riunioni degli organi rappresentativi dell’Associazione nazionale magistrati, - si legge in una nota a firma di Luca Palamara, Giuseppe Cascini e Gioacchino Natoli, rispettivamente presidente, segretario e vicepresidente dell’Anm, - adotteremo ogni iniziativa idonea a tutela della credibilità dell’ordine giudiziario”.

Anche il vice presidente del Consiglio superiore della magistratura, Nicola Mancino, chiede che si abbassino i toni. “Non è solo un auspicio della gente di buon senso, - spiega, - ma un preciso dovere di chi riveste ruoli istituzionali e svolge delicate funzioni previste dall’ordinamento: rispettare i confini delle competenze altrui fa parte delle regole di ogni sana democrazia”.

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di Nico Falco
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