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Intanto si aprono spiragli sull'inciucio con l'opposizione

Berlusconi irritato con Calderoli e la Lega


Berlusconi irritato con Calderoli e la Lega
08/04/2010, 09:04

ROMA - Non è piaciuto al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi vedere il Ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli, salire al Quirinale per mostrare la bozza di riforma che il Pdl sta impostando. Infatti ha subito precisato che quella che c'è ora non conta nulla: "È stato un errore, ancora molta acqua dovrà passare sotto i ponti. Quella presentata da Calderoli è una prima bozza che va discussa ancora al nostro interno, poi con i gruppi parlamentari, all'interno del Consiglio dei ministri e poi con il Capo dello Stato".
In realtà la bozza è già pronta e ricalca la modifica costituzionale varata nel 2005 e poi miseramente bocciata al referendum confermativo: addio al bicameralismo perfetto, con una divisione di poteri tra Camera e Senato, con quest'ultimo che diventa federale (come se adesso non lo fosse, ndr); accentramento di poteri nelle mani del Presidente, senza escludere la fusione dei ruoli di presidente del Consiglio e Presidente della Repubblica; federalismo come vuole la Lega Nord (cioè secessionismo, ndr) in modo da ottenere l'appoggio di quel partito.
Ma per evitare un nuovo fallimento al referendum, Berlusconi sta cercando di ottenere l'appoggio del Pd e dell'Udc. Con il primo che ieri ha già risposto positivamente, con le parole del segretario Pierluigi Bersani, che ha mostrato ampia possibilità di accordo. Un accordo che potrebbe estendersi addirittura all'abolizione della par condicio, dato che il Presidente del Consiglio sta allettando i democratici con l'idea di estromettere defionitivamente Di Pietro dalla TV, cosa problematica anche con la versione "bavaglio" della legge adottata in queste ultime elezioni.
Invece con l'Udc le cose sono ancora più facili, dato che in questi due anni il partito di Casini ha sempre appoggiato tutte le iniziative del governo. E in queste ultime settimane è scattato un vero e proprio corteggiamento, basato su un accordo semplice: il rientro dell'Udc nella maggioranza di governo senza doversi sciogliere nel Pdl come ha fatto An. E a dimostrazione dell'avvicinamento, c'è il niet dell'Udc pugliese a qualsiasi accordo con Vendola. Non che quest'ultimo ne abbia bisogno, avendo vinto; ma è significativa una risposta negativa preconcetta.

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di Antonio Rispoli
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