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Leader del Pdl intervistato da Radio Capitol

Berlusconi: “La commissione farà emergere ruolo di tutti”

Al Cavaliere il triplo del tempo dedicato alla Montalcini

Berlusconi: “La commissione farà emergere ruolo di tutti”
31/12/2012, 12:43

ROMA – L’ombra di un complotto. È quanto sospetta Silvio Berlusconi per quanto riguarda la caduta del suo governo. Ospite a Radio Capital il Cavaliere ribadisce i suoi sospetti durante un’intervista.
Compito della commissione d’inchiesta sulla nascita dell'esecutivo dei tecnici sarà quello di accertare il ruolo del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, su cui l’ex leader del Pdl non si esprime. "Non voglio dare giudizi al riguardo, sarà una commissione di inchiesta eventualmente a far emergere ruoli che ciascuno ha svolto in quell'occasione", ha detto il Cavaliere, parlando della proposta di un'indagine parlamentare sulla caduta del suo governo nel 2011.
Non solo del presunto complotto, Berlusconi parla anche della Lega e dell’accordo non ancora raggiunto con Maroni a causa delle tasse al Nord.
“La Lega deve scegliere, da sola va incontro a una sconfitta sicura, la rottura dei rapporti renderebbe impossibile appoggiare Maroni in Lombardia, ma anche tenere in vita le giunte in Veneto e Piemonte e centinaia di amministrazioni locali", ha detto Berlusconi. Parole, queste, lanciate in risposta ai tweet di ieri del segretario federale della Lega, che si era servito di twitter per ribadire il suo “no” al Cavaliere, ribadendo la volontà del suo partito di correre da solo.
Nel corso dell'intervista a Radio Capital, Berlusconi ha ipotizzato un'uscita dell'Italia dall'euro se la Bce non dovesse garantire i debiti sovrani dei paesi dell'Eurozona. "Non penso che si debba uscire dall'euro ma penso che la direzione sarebbe di ottenere che la Bce fosse banca centrale a tutti gli effetti garantendo i debiti sovrani di tutti i paesi che hanno euro ed essendo disposta a stampare moneta in caso di necessità", ha premesso il leader del Pdl a Radio Capital. "Se si mette moneta per l'1% o il 2% si provoca inflazione dell'1 o 2%, ma sono sicuro che non porti un danno all'economia e che anzi una leggera inflazione porti lievito all'economia".
Ancora critiche. Durante l’intervista, infatti, l’ex presidente non ha rinunciato a criticare Pier Ferdinando Casini e Gianfranco Fini. Prima ha smentito che alle riunioni del Ppe i suoi interventi fossero accolti da risatine, come sostenuto da Casini, ma subito dopo non ha risparmiato parole pesanti nei confronti dei suoi ex alleati. "E' una menzogna totale a assoluta che si aggiunge alle tante che l'individuo è abituato a formulare", ha detto a Radio Capital, "è una cosa indegna che lui dica questo. Ho nei confronti dei miei colleghi Ppe un rapporto antico e consolidato e sono considerato al tavolo del Ppe il maggiore esperto in economia, dato il mio passato di imprenditore e la mia esperienza al governo, sono lì dal 1994". "Questo Casini con l'altro suo compare Fini sono veramente le persone peggiori che ho avuto modo di incontrare in politica. Sono veramente una iattura", ha insistito, "mi è scappato una volta 'orrendi' e ho aggiunto subito 'orrendissimi'. Non riesco a capire come possano attirare dei voti da parte di persone con la testa sulle spalle".
Il Cavaliere non nasconde di esser stato deluso dalla decisione del Vaticano di sostenere il governo Monti, anche se, a suo giudizio, è stato tratto in errore "dalle inchieste politicizzate dei magistrati di Milano". "Non possono dire di essere contento del Vaticano. Ma io sono sereno sapendo come stanno le cose. Ho fatto molti interventi sui temi etici e i rapporti dello Stato italiano con lo stato Vaticano e ho ricevuto molti apprezzamenti ed elogi per questo alla fine credo contino le cose concrete", ha dichiarato infine Berlusconi.
Intanto, si fanno sempre più incessanti le critiche alle apparizioni televisive del Cavaliere che non ha risparmiato neanche l’intervista al tg5. Ed è proprio ospite di quest’ultimo che i lunghi ed interminabili monologhi del leader hanno surclassato la morte di Rita Levi Montalcini.
L'intervista dell'ex premier nel telegiornale, infatti, è andata in onda dopo i servizi sulla scomparsa del premio Nobel e senatore a vita. E il confronto non potrebbe essere più impietoso: cronometro alla mano, la celebrazione di una delle più importanti figure nel panorama scientifico mondiale viene liquidata in 1 minuto e 42 secondi. L'ennesimo monologo del Cavaliere, con i soliti attacchi agli avversari politici e gli avvertimenti a distanza alla Lega per le alleanze elettorali, si prende 6 minuti e 3 secondi. Più del triplo del tempo.

 

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di Erika Noschese
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