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L'annuncio dato in diretta al TG5

Berlusconi: la condanna mi costringe a restare in politica


Berlusconi: la condanna mi costringe a restare in politica
27/10/2012, 14:03

MILANO - Sono bastate 48 ore a Silvio Berlusconi per cambiare idea: niente ritiro, sarà lui il candidato premier alle prossime elezioni. 
L'annuncio dato al TG5, davanti ad una conduttrice che si è limitata a fare tappezzeria, lasciando al proprietario lo spazio per dire qualsiasi cosa. E Berlusconi non si è fatto pregare nel'insultare i magistrati e raccontare la propria versione dei fatti, contraddetta dalle prove. 
E così l'ex premier spiega la sua condanna: "A Roma la Cassazione mi ha assolto con formula piena sulla stessa materia. Come mai non si è tenuto conto di questo? Forse giudice Davossa è molto prevenuto contro di me. O forse in tutto questo si devono trovare delle spiegazioni di natura politica". E poi ancora: "Ebbi a conoscere Agrama negli anni '80, poi non l'ho più visto, né sentito, né frequentato. Non sono mai stato suo socio occulto, ed è stato provato da tutte le carte. Esistono prove inoppugnabili che avrebbero dovuto portare ad una assoluzione". Poi naturalmente si autoincensa: si vanta di aver avuto 56 mila collaboratori, di essere stato 10 anni a Palazzo Chigi "con ottimi risultati" (e quali siano lo sa solo lui, ndr), di essere padre di 5 figli e nonno di 6 nipoti. Quindi: "È incredibile parlare di naturale capacitá a delinquere". 
Peccato che tutto quanto sia falso. Le prove portate a Roma sono relative ad anni diversi rispetto a quelli della condanna, quindi non c'è nulla di strano che la sentenza sia diversa. E poi: non può aver sbagliato il giudice di Roma, visto che era un Gip e il Gip - per la natura del processo - fa un esame più veloce e superficiale del giudice di primo grado? Le prove inoppugnabili di cui parla sono solo le dichiarazioni sue e dei suoi dipendenti che, ovviamente, hanno meno peso rispetto ai conti correnti delle varie società, da cui si evince che intascava milioni di euro anche a detrimento dei suoi dipendenti e degli azionisti di Mediaset. Insomma, il solito show davanti ad un manichino, come si è visto centinaia di volte in questi ultimi 10 anni. Alla fine, l'unica frase sincera è: "Mi sento obbligato a restare in campo per riformare il pianeta giustizia perché ad altri cittadini non capiti ciò che è capitato a me". Tradotto, nuove norme contro i giudici e i cittadini e a favore dei delinquenti, come tante volte ha fatto negli ultimi 10 anni. 

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di Antonio Rispoli
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