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Pericolo: i cosiddetti "frondisti" di Scajola e Pisanu

Berlusconi lancia la nuova campagna acquisti tra i parlamentari


Berlusconi lancia la nuova campagna acquisti tra i parlamentari
10/10/2011, 09:10

ROMA - Rientrato da un week end di vacanza in Russia, nella dacia di Putin (con tanti saluti alla situazione di crisi in Italia, il premier si trova con la prima seria spaccatura nella sua maggioranza. Infatti è la prima volta che sono le persone scelte da lui che decidono di organizzare una fronda interna; Fini era comunque il segretario di un altro partito che era stato inglobato.
E naturalmente ha deciso di agire nello "stile Berlusconi": ottica fissa sull'oggi, lamenti vittimistici e portafogli (metaforicamente parlando) alla mano. E così abbiamo, come rivela Repubblica, che il governo punterebbe ad accelerare l'approvazione del decreto sviluppo, per dimostrare che pensano alla crisi. Ma in realtà per ora il provvedimento è una scatola vuota, piena di buone intenzioni e con qualche tassa ulteriore. Quindi dovranno ancora lavorarci.
Contemporaneamente il premier ha cominciato a lamentarsi, con le persone più vicine, sostenendo che c'è "una regia esterna stia provando a mettere insieme i pezzi, ad approfittare dei malumori interni per farmi fuori". ED è facile che nei prossimi giorni certe frasi usciranno fuori.
Ma soprattutto è cominciata la campagna acquisti di tutte le persone che sono intorno a Scajola (Pisanu è considerato un solitario, privo di seguito, e quindi poco pericoloso, in questa ottica). Ad occuparsene non è Alfano, ma Denis Verdini (a dimostrazione di quanto conti il primo nel Pdl, ndr). Le alternative proposte sono facilmente immaginabili: posti nella nascente organizzazione territoriale che il Pdl si dovrebbe dare, in caso di adesione totale al partito; nessuna elezione (e scarsa possibilità di avere posti se Scajola dovesse andarsene da solo) se faranno cadere il governo. E per Scajola, un posto di Ministro dello SViluppo Economico, se si riuscisse a far andare in porto il cosiddetto "spacchettamento" delle deleghe economiche di un Tremonti che è visto sempre più come un problema.
Ma questi giochi di palazzo non hanno nulla a che vedere con la crisi economica in corso, con la crescita zero che ha il nostro Paese e il crollo della disoccupazione giovanile.

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di Antonio Rispoli
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