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"Chi è all'opposizione è antropologicamente diverso"

Berlusconi: "Le elezioni Regionali sono Nazionali"


Berlusconi: 'Le elezioni Regionali sono Nazionali'
16/02/2010, 13:02

MILANO - Presentazione delle quattro candidate donne del Pdl alle elezioni regionali, fatta dal Presidente del Consiglio SIlvio Berlusconi. Le quattro candidate sono Renata Polverini, Anna Maria Bernini, Monica Faenti e Fiammetta Modena.
Durante la presentazione, Berlusconi ha attaccato pesantemente l'opposizione, definita "antropologicamente diversa". Secondo il premier la sinistra "vuole reintrodurre l’Ici, vuole mettere la patrimoniale, raddoppiare la tassazione sulle rendite. E poi per combattere l'evasione fiscale gli uomini della sinistra intendono introdurre negli scambi tra persone la regola della certificazione dell'individualità del passaggio di denaro, quindi la regola per cui si possano fare scambi o acquisti in contanti fino a 500 euro per portarla in 6 mesi a 300 euro e a fine anno fino a 100 euro. Così costruiremmo uno Stato di polizia tributaria".
Invece le candidate del Pdl devono impegnarsi su quattro cose: "Il Piano casa che è importantissimo ma nelle Regioni rosse è stato messo da parte; più verde, perchè c’è stata una diminuzione del verde in Italia e chiediamo alle Regioni di mettere a dimora milioni di nuove piante; meno burocrazia, con scorciatoie per chi vuole aprire nuove imprese; meno tasse e più servizi". Quindi il loro slogan dovrà essere: "più infrastrutture, meno tasse, meno code". Infine ha fatto presente che le elezioni, anche se regionali, hanno una importanza nazionale, perchè gli italiani devono scegliere tra "un governo che risolve le emergenze e un'opposizione che sa dire solo di no, tra un Governo delle riforme e un'opposizione che sparge solo pessimismo e autolesionismo".
Ora, tralasciando che è una bella dimostrazione di sfiducia dire pubblicamente cosa un candidato deve dire, dato che ogni realtà regionale è diversa, c'è da notare che Berlusconi è tornato all'insulto degli oppositori e dei loro sostenitori. E questo dimostra come qualsiasi tentativo di dialogo sia impossibile. Ma lo capiranno mai i vertici del Pd? Forse tra un secolo

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di Antonio Rispoli
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