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Così il neo leader del Carroccio in Transatlantico

Berlusconi, Maroni: "Scende in campo? Dove, a San Siro?"


Berlusconi, Maroni: 'Scende in campo? Dove, a San Siro?'
11/07/2012, 14:07

S'erano tanto amati, ma erano altri tempi, adesso il leader del Carroccio commenta così la notizia della nuova discesa in campo del Cavalier Berlusconi: ''Dove? A San Siro?''. Ha risposto proprio cosi' il segretario della Lega Nord, Roberto Maroni, ai cronisti che in Transatlantico gli chiedono un commento all'ipotesi di una nuova candidatura di Silvio Berlusconi alla premiership. ''Sono solo indiscrezioni'', prosegue il leader del Carroccio rispondendo ai giornalisti che quando gli fanno notare che anche Alfano, segretario del Pdl, ha confermato che la possibilita' sia tutt'altro che remota, aggiunge: ''Allora sentiro' Alfano''.
Ma Berlusconi si ricandidera' a premier. O almeno così scrive il Corriere della Sera, secondo cui si profilerebbe all'orizzonte un ticket con Alfano. Ha passato le ultime settimane a studiare i sondaggi, ad analizzare gli scenari per il voto nel 2013, ad ascoltare dirigenti del Pdl, imprenditori ed esponenti internazionali. Ma alla fine la decisione e' presa: Berlusconi si ricandidera' come premier. Il ruolo di padre nobile non scalda i suoi elettori che gli chiedono un impegno piu' diretto, quell'impegno che aveva escluso nel momento dell'investitura di Angelino Alfano a segretario del Pdl. Gli ultimi sondaggi, arrivati sul suo tavolo, hanno mostrato alcuni dati di cui, secondo il Cavaliere, non si puo' non tenere conto.
Tre gli scenari sottoposti agli intervistati: un Pdl senza Berlusconi non arriverebbe al 10 per cento dei voti mentre la candidatura di Alfano alla premiership, con il Cavaliere in campo come presidente del partito, porterebbe un risultato intorno al 18 per cento.
Se invece Berlusconi fosse ancora in corsa per la presidenza del Consiglio, in un ticket con Alfano e una squadra di giovani dirigenti, dalle urne arriverebbe, secondo i sondaggi, anche un 30 per cento.
Un risultato che potrebbe non bastare a conquistare la guida del Paese ma darebbe al Cavaliere e al suo partito un ruolo determinante nella prossima legislatura, soprattutto se si arrivasse a una grande coalizione chiamata a continuare il percorso di risanamento dei conti e di uscita dalla crisi economica. I due mesi estivi serviranno a preparare la nuova discesa in campo ('una scelta che non avrei voluto fare ma a cui mi stanno spingendo i sondaggi, centinaia di lettere e di messaggi del popolo dei moderati').
Berlusconi rinuncera' alle vacanze a Villa Certosa in Sardegna e restera' a Arcore proprio per arrivare a settembre con tutte la carte pronte: un nuovo nome al partito (che richiamera' le origini di Forza Italia), una squadra di quarantenni che promuovera' la nuova avventura politica, le consultazioni di leader internazionali con cui ha mantenuto rapporti, l'individuazione di candidati capaci di conquistare voti sul territorio.
Il Cavaliere e' preoccupato per un Pdl in preda a 'personalismi', dove sta crescendo una nomenclatura troppo interessata alla difesa della propria fetta di potere. Vede sempre piu' elettori moderati delusi che si rifugiano nell'astensione o addirittura gonfiano le fila del grillismo. Certamente non sara' un'impresa facile. C'e' prima di tutto da salvaguardare il rapporto con Alfano che il Cavaliere giudica 'bravissimo' e per cui vuole mantenere un ruolo di primo piano. C'e' da smontare la macchina delle primarie che non avrebbero senso se il fondatore del partito si ricandida. Pesano poi i processi ancora aperti, soprattutto quello sul caso Ruby, anche se il Cavaliere e' convinto, dopo le ultime udienze, che le 'cose andranno bene'. E infine c'e' da mettere a punto un programma economico che 'restituisca ottimismo a un Paese in preda a una crisi di sfiducia'. Una partita difficile, dentro e fuori il partito, al limite dell'impossibile quasi vent'anni dopo la prima discesa in campo.

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di Veronica Riefolo
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