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Intervista ad Oggi che contrasta le parole di Napolitano

Berlusconi: "Massima urgenza per il ddl intercettazioni"


Berlusconi: 'Massima urgenza per il ddl intercettazioni'
22/06/2010, 14:06

ROMA - Sono passate meno di 48 ore dall'invito del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a non inasprire i toni a proposito del ddl intercettazioni e di concentrarsi sulla vera emergenza, costituita dalla manovra finanziaria. E puntuale è arrivata la risposta del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, in una intervista rilasciata al settimanale Oggi; ed è una risposta che assomiglia ad un ceffone, a giudicare dalle dichiarazioni in cui Berlusconi afferma che l'urgenza è solo il ddl intercettazioni: "So per certo che la stragrande maggioranza degli italiani è d'accordo con me sull'assoluta necessità della legge sulle intercettazioni, tant'è vero che quando ne parlo in pubblico raccolgo solo applausi di consenso e di incoraggiamento per andare avanti fino all'approvazione definitiva, che ormai è in dirittura d'arrivo. E quando la legge sarà approvata il nostro Paese sarà davvero più europeo, più civile e più moderno. Il mio obiettivo è porre fine ad un sistema di abusi che in tanti anni hanno cancellato il nostro diritto alla privacy. Questa situazione purtroppo è il risultato di una cultura giustizialista che accomuna una piccola lobby di pm politicizzati e la lobby dei giornalisti che invece di fare le inchieste sul campo preferiscono fare del 'copia e incolla' sui fascicoli delle Procure".
Naturalmente, non poteva mancare l'attacco alla stampa ed in particolare a Carlo De Benedetti: ""Si era iscritto come numero uno al Partito democratico. Ora dice che il Pd lo ha deluso e sostiene che i suoi dirigenti non valgono nulla. Eppure i suoi giornali continuano ad appoggiare la sinistra post-comunista e a rovesciarmi addosso, tutti i giorni, di tutto e di più".
Naturalmente non manca mai l'autocelebrazione e l'autoincensamento in queste interviste: "E' vero. Una volta a cena ne parlammo, scherzandoci sopra. Il mattino dopo mi portò un foglietto su cui aveva scritto, non più per gioco ma seriamente, la frase che lei avrebbe voluto fosse scolpita sulla mia tomba. 'Fu un uomo buono e giusto, dolce e forte'. Grazie, mammina, le dissi, cercherò di essere proprio così".

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di Antonio Rispoli
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