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BERLUSCONI: NIENTE DIALOGO, DECIDIAMO NOI


BERLUSCONI: NIENTE DIALOGO, DECIDIAMO NOI
11/12/2008, 09:12

Presentazione dell'ennesimo libro di Bruno Vespa, con un Berlusconi a tutto campo. Che affonda con durezza verso il PD, reo di non appoggiare ciecamente ed indiscriminatamente i suoi decreti legge. "Fin quando sarò al governo non mi siederò mai ad un tavolo con questi individui, che sono solo dei marxisti leninisti. Il mio governo è un inizio, un Paradiso che promette all'Italia il cambiamento necessario", ha affermato. Sul prosieguo nessun dubbio: "Andremo avanti, cambieremo la Costituzione, dando poi la parola ai cittadini". Ritorna sul pallino di Licio Gelli, oltre che suo, della separazione delle carriere tra Pubblici Ministeri e giudici, perchè "un Pubblico Ministero deve avere gli stessi diritti doveri di un avvocato, andare dal giudice, bussare la porta e prendere un appuntamento" (come se questo non avvenisse già regolarmente, ndr).

Per quanto riguarda gli accordi all'interno dell'Unione Europea sul clima, nessun dubbio: l'Italia è pronta a mettere il veto al provvedimento, se non verranno soddisfatti i diktat che il governo italiano pone, anche se questo dovesse creare dei costi ai cittadini. Dopo di che il solito attacco contro i giornali "per l'85% di sinistra" e contro la TV pubblica "dove il dileggio del premier è all'ordine del giorno". E ancora attacchi contro Sky, per avere osato fare uno spot contro il premier mentre "è la società che guadagna più di Mediaset e RAI ed ha il monopolio della trasmissione satellitare".

Infine il tocco di classe, sulla Commissione di Vigilanza RAI: "Villari? Mai conosciuto". Evidentemente è solo un caso se i suoi deputati hanno votato per lui e che lui abbia deciso di cominciare ad obbedire ai suoi ordini, aprendo, come primo provvedimento, un fascicolo contro Fabio Fazio "reo" di avere ospitato due persone appartenenti al PD ad una settimana l'una dall'altra: Walter Veltroni, segretario del PD, e Renato Soru, proprietario di Tiscali e governatore dimissionario della Sardegna.

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di Antonio Rispoli
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