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Ma Casini avverte: "Non ha i 316 voti per la fiducia"

Berlusconi: "No al voto anticipato, avanti fino al 2013"


Berlusconi: 'No al voto anticipato, avanti fino al 2013'
19/09/2010, 17:09

SUMMONTE (AV) – In Parlamento “la situazione è sotto controllo”, dunque non si andrà al voto anticipato. A smorzare i toni della polemica innescata dalla Lega Nord, in vista del voto di fiducia al piano per l’alleanza di Governo in programma per il 28 settembre, è il premier Silvio Berlusconi. Come di consueto il Cavaliere ha scelto di collegarsi telefonicamente da Arcore prima con la festa nazionale di Noi sud, il movimento guidato da Enzo Scotti, poi con la festa del Pdl a Cortina, per fare da pompiere e gettare acqua su un focolaio che rischia di appiccare fiamme in una maggioranza attraversata da faide intestine e scambi d’accusa al vetriolo. “Non si andrà alle elezioni anticipate - ha chiosato il Presidente del Consiglio – perché gli italiani hanno dato un giudizio positivo di quello che abbiamo fatto e stiamo facendo, e ci spingono ad andare avanti fino al 2013 per portare avanti le nostre riforme'”. E le bordate agli alleati (Fini e il suo entourage in primis) non sono mancate: “Chi, ovunque sia collocato, vorrà continuare a lavorare con i giochi di Palazzo e le vecchie tecniche della Prima Repubblica, sognando magari di riuscire ad avere un governo diverso e privo di legittimità democratica, credo che sarà destinato a fallire e a farsi del male da solo perché poi gli italiani capiscono tutto quanto. Non c’é più spazio - ha aggiunto - per la vecchia politica, per le vecchie spartizioni tra le correnti e tra le segreterie". 
L'opposizione, inoltre, secondo Berlusconi può concorrere al bene del Paese, ed apre al dialogo col Pd e con quelle forze politiche d’opposizione che si mostreranno “più responsabili” votando i punti programmatici: “Anche dalla minoranza si può concorrere a fare l'interesse del Paese. Rivolgeremo l'invito anche a forze più responsabili dell'opposizione affinché possano valutare il nostro programma di riforme e mettano da parte i loro pregiudizi sterili”. 
"CRESCITA BASSA? CI FRENANO DEBITO E ENERGIA" – “A chi dice che l'Italia cresce meno degli altri, beh dico che noi dobbiamo ricordare a tutti che ci sono tanti fattori che giustificano questa bassa crescita, l'energia la paghiamo il 30-40-50% di più degli altri Paesi europei”, e poi “abbiamo ereditato un debito pubblico che ci costa in interessi il doppio o il triplo di quello che pagano gli altri paesi Ue”.
Le parole di Berlusconi scatenano immediatamente la reazione di Pierferdinando Casini, il quale chiede il rimpasto di Governo prima del 28 settembre: “Dovrebbe fare il ministro delle Attività Produttive prima di allora – dice con sarcasmo il leader dell'Udc – Lo sfido a fare prima del 28 anche il rimpasto così sarà immune da ogni accusa di campagna acquisti”. E ancora: “Berlusconi, rimpasto o no, sottosegretariati o no, non otterrà 316 voti il 28 settembre”.
MARONI: AVANTI SOLO SE C'E' MAGGIORANZA SOLIDA – “Se c’é una maggioranza convinta e solida si può andare avanti, altrimenti dubito che si possa continuare navigando a vista". Lo ha detto il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, parlando della situazione politica attuale a margine dell'inaugurazione di un asilo nido realizzato in una villa sequestrata alla criminalità organizzata a Lonate Ceppino (Varese). “Guardiamo al prossimo discorso di Berlusconi alle Camere con grande interesse perché sarà un po' uno spartiacque - ha aggiunto Maroni -. Le cose che siamo riusciti a realizzare non credo saremmo riusciti a farle con una maggioranza raccogliticcia, quindi anche dal punto di vista istituzionale sono interessato a capire che cosa succede”.
SACCONI: RIFORMISTI E MODERATI CI RAGGIUNGERANNO “Non ipotizzo un processo di annessione al Pdl ma un percorso rispettoso delle posizioni altrui: lavorare a un cantiere che consenta di arrivare all'unità politica dei moderati e dei riformisti sulla base dei valori della nostra tradizione in funzione della stabilità e della modernizzazione del Paese''. E' la proposta lanciata dal ministro del Welfare Maurizio Sacconi che, in una intervista al Corriere della Sera, lancia un appello ''a quei Democratici che vivono con disagio la condizione del Pd esposto alle incursioni di esterni con il radicalismo della Bonino sui temi etici, il massimalismo di Nichi Vendola e della Fiom-Cgil sui temi sociali, il giustizialismo di Antonio Di Pietro sui temi della giustizia''. Secondo Sacconi sui temi etici e sul ''comune riconoscimento del principio di sussidiarietà”, ''la convergenza dei moderati e dei riformisti sarà inevitabile''. ''Non dobbiamo mettere il carro davanti ai buoi'', puntualizza Sacconi alla domanda su quale sia il soggetto di riferimento. “Ciò che conta - dice Sacconi- è accelerare questo percorso travolgendo le furbizie delle alleanze a prescindere. Sono fiducioso che in tutta l'Udc a partire da Casini, venga meno la cinica idea dei due forni”, afferma. Sui tempi di questa auspicata convergenza, Sacconi si limita ad osservare che ''saranno i fatti a creare le occasioni''.

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di Davide Gambardella
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