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“Frase estrapolata da concetto ben più ampio”

Berlusconi: “Noi come ebrei con Hitler? Sono stato frainteso”


Berlusconi: “Noi come ebrei con Hitler? Sono stato frainteso”
07/11/2013, 17:45

"I miei figli dicono di sentirsi come le famiglie ebree in Germania durante il regime di Hitler. Abbiamo davvero tutti addosso". Sono state queste le parole  con cui, ieri, Silvio Berlusconi ha risposto a Bruno Vespa, rispondendo alla domanda se sia  vero che i figli gli hanno chiesto di vendere e di andare via.
Come facilmente prevedibile, le parole dell’ex premier hanno suscitato non poche polemiche e all’indomani il Cavaliere sostiene di esser stato frainteso: "Una polemica smaccatamente strumentale su una frase estrapolata da un ampio contesto", ha infatti detto il leader del Pdl.
"La mia storia, dice ancora Berlusconi, la mia amicizia verso Israele, la mia coerente azione di governo in favore dello Stato di Israele, non consentono alcun dubbio sulla mia consapevolezza della tragedia dell'Olocausto e sul mio rispetto del popolo ebraico".
L’ex premier, nel libro di Vespa, dice che non lascerà mai l’Italia: "Sono italiano al 100 per cento. In Italia ho le mie radici e non ho intenzione di andare all'estero. In Italia sono diventato quello che sono. Ho fatto qui l'imprenditore, l'uomo di sport, il leader politico".
"Questo è il mio Paese – continua - il Paese che amo, il Paese in cui ho tutto: la mia famiglia, i miei amici, le aziende, la mia casa, e dove ho avuto successo come studente, come imprenditore, come uomo di sport e come uomo di Stato. Non prendo neppure in considerazione la possibilità di lasciare l'Italia".
Berlusconi parla poi della situazione che sta vivendo e dice: "Il primo sentimento è stato di non volerci credere, che fosse impossibile che capitasse a me tutto questo, e da lì il rifiuto di prendere in considerazione qualsiasi ipotesi, perché tutte sarebbero comunque ingiuste. Sono stato assalito da una profonda indignazione, che da allora non mi ha lasciato mai. Ho molto pensato a quanto soffrirebbero mio padre e mia madre se fossero qui. E mi sono chiesto come avrebbero voluto che mi comportassi. Credo con la stessa dignità che mi hanno sempre insegnato".
Le parole del Cavaliere, però, sono giunte anche al presidente della Comunità ebraica di Roma, Riccardo Pacifici, che si è detto sdegnato per le parole del leader del Pdl: "Siamo sdegnati di fronte alle parole dell'ex premier Silvio Berlusconi. Riteniamo il paragone fatto con il popolo ebraico sotto le persecuzioni di Hitler, il cui progetto era lo sterminio, assolutamente fuori luogo. Confidiamo in una sua pronta rettifica". "Inoltre, continua Pacifici, non è la prima volta che volti noti della politica italiana banalizzano la storia del nazismo e della Shoah. E' arrivato il momento di capire che su questo tema, su Hitler e la persecuzione nazista nei confronti degli ebrei, non esistono paragoni".
Anche la stessa Comunità ebraica commenta le parole di Berlusconi, definendo il suo paragone "non soltanto inappropriato e incomprensibile ma anche offensivo della memoria di chi fu privato di ogni diritto e, dopo atroci e indicibili sofferenze, della vita stessa". 

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di Erika Noschese
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