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Il Cavaliere: "Non per forza devo fare il premier"

Berlusconi, offerta alla Lega passo indietro su premiership

Attacca Monti e Bersani ai microfoni di Sky

Berlusconi, offerta alla Lega passo indietro su premiership
02/01/2013, 20:01

ROMA - Silvio Berlusconi prosegue senza sosta la sua campagna elettorale all'insegna mediatica. Con un intervista di mattina presto a Canale Italia ed una nel pomeriggio a Sky il Cavaliere insiste con i suoi cavalli di battaglia: attaccare Mario Monti – “non è credibile” - polarizzare il voto chiedendo agli elettori di scegliere tra Pdl e Pd (“Bersani resta il mio avversario”) e poi tentare il tutto e per tutto per arrivare ad un’intesa con la Lega Nord. I tempi stringono, l'ex premier lo sa bene, ecco perché con una “mossa ad effetto” prova ad andare incontro ai desiderata del Carroccio e soprattutto alla richiesta su cui i lumbard non accettano compromessi: che non sia lui il candidato premier. “Non è detto che io debba essere per forza presidente del Consiglio”, è il messaggio lanciato da Berlusconi a coronamento di una serie di segnali più o meno espliciti da parte di “sirene” pidielline. Che l'ex presidente del Consiglio sia in pressing per chiudere l'accordo con il Carroccio è cosa ormai nota. Ecco perché nel piatto della trattativa mette anche quest’ultima offerta, specificando di essere - ora - solo il leader della coalizione. Ipotesi su cui da tempo c’è l'ok del leader leghista Roberto Maroni. “Il premier sarà indicato successivamente dai singoli partiti e sarà scelto dal presidente della Repubblica” insiste il Cavaliere ricordando poi che “i partiti devono indicare anche il presidente della Repubblica”. La trattativa con il Carroccio dunque va avanti, non è escluso che nei prossimi giorni possano esserci nuovi incontri tra lo stesso Berlusconi e Maroni. Chi prova a trovare una “via d'uscita” è Ignazio La Russa che fa sapere di aver sentito telefonicamente il segretario leghista a cui ha proposto che “il candidato premier sia quello che prende più voti alle elezioni”. Una proposta, racconta l'ex ministro della Difesa, su cui il “Carroccio sta riflettendo”. Lega a parte, l'offensiva mediatica del Cavaliere ha come scopo quello di consolidare una strategia ormai ampiamente chiara, costituita soprattutto in attacchi contro il premier e nella difesa di quanto fatto dai suoi governi. Nell'intervista a Sky Tg24 (dove in un fuori onda il Cavaliere si spazientisce perché a suo dire non gli è permesso di concludere le risposte) è il Professore a finire subito nel mirino: “Monti non ha più credibilità - è il giudizio dell'ex capo del governo - aveva detto che non avrebbe approfittato della promozione, lo aveva promesso a tutti gli italiani e ora ce lo troviamo lì come leader di una coalizione con compagni di viaggio che ti raccomando...”. Ecco perché, insiste, “meglio votare il Pd che il centrino”. Il Cavaliere smentisce poi di aver promesso di abbassare la pressione fiscale al 33% ma rivendica di “aver mantenuto tutte le promesse, anche quella sul milione e mezzo di posti di lavoro”. Spazio poi per parlare del partito e Berlusconi conferma la decisione di non cambiare il simbolo del Pdl. Quanto invece alle candidature l'ex premier non vuole svelare le novità ma non esclude che possano esserci “esclusioni dolorose” come quella di Marcello Dell'Utri. Immancabili poi le accuse alla magistratura ed in particolare ai Pm di Milano per la “mostruosa diffamazione” messa in atto con il processo Ruby: “Non ho mai detto che la ragazza fosse la nipote di Mubarak, si tratta di un’invenzione dei giornali”.

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di Valerio Esca
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