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Governabilità e riforme condivise: l’auspicio di Napolitano

Berlusconi porta le sue garanzie al Colle

Ma poi lo sfogo: “Dall’opposizione solo attacchi personali”

Berlusconi porta le sue garanzie al Colle
08/04/2011, 10:04

ROMA - Faccia a faccia tra il presidente della Repubblica e il presidente del Consiglio durato circa mezz’ora. Un colloquio, nel corso del quale è stata fatta una panoramica dei principali temi dell’attualità politica. E non è mancata, nel corso di questo nuovo incontro Napolitano – Berlusconi, l’occasione di affrontare temi particolarmente cari al Capo dello Stato: in primis l’appello affinchè i toni si abbassino, nella speranza che le riforme possano essere il più possibile condivise, è la speranza di un’adeguata e sicura governabilità da parte della maggioranza. Elemento indispensabile, per il Quirinale, in un momento in cui l’Italia si ritrova ad affrontare diversi fronti caldi. Un punto, questo della governabilità, su cui il premier si è sentito di dare le sue rassicurazioni all’inquilino del Colle. Con Berlusconi e Letta, Napolitano si è soffermato, stando a quanto si è appreso in ambienti della maggioranza, sulla riforma della giustizia (per la quale Napolitano auspica il dialogo con l’opposizione), nonchè sulla necessità che il governo assicuri l’operatività.
Passando invece alla crisi libica, l’immigrazione è quindi diventato il tema all’ordine del giorno dell’incontro successivo, sempre al Quirinale: al quale oltre al premier e al sottosegretario alla presidenza del Consiglio hanno partecipato il ministro dell’Interno Roberto Maroni, il responsabile degli Affari Regionali Raffaele Fitto e i rappresentanti di comuni, province e regioni. Nel corso di questa riunione, il presidente della Repubblica, come si spiega nella nota diffusa in seguito dal Quirinale, “ha auspicato che il segnale di coesione di tutte le componenti istituzionali offerta con l’intesa sottoscritta a palazzo Chigi si confermi e si consolidi attraverso comportamenti coerenti e solidali, sia sul piano nazionale sia dovunque a livello regionale e locale”. Un appello, in sostanza, affinchè tutte le regioni italiane si impegnino a far fronte all’emergenza. Sceso dal Colle, Berlusconi ha poi parlato di un incontro cordiale, ma non ha nascosto di non sentirsi responsabile per l’andamento macchinoso dei lavori parlamentari. Con i fedelissimi lo sfogo è quello più volte fatto in pubblico: la farraginosità dei regolamenti parlamentari, la complessità dell’architettura istituzionale, ma anche un’opposizione più impegnata ad attaccare personalmente il leader della maggioranza che a cercare soluzioni condivise. Tanto da esprimere dubbi sulla possibilità che alla fine la riforma “epocale” della giustizia arrivi davvero in porto: “Con queste regole – dichiara il premier - il rischio è che la riforma sia approvata fra 20anni”.

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di AnFo
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