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Verifica di governo a metà dicembre dopo legge finanziaria

Berlusconi, prima la finanziaria e poi la verifica


Berlusconi, prima la finanziaria e poi la verifica
14/11/2010, 10:11

Dopo la guerre delle mozioni di ieri, si andava delineando una leggera crisi di governo, ma si dovrà aspettare entro la metà di dicembre, per mettere le cose in chiaro, ovvero dopo l'approvazione della legge finanziaria. Il premier Silvio Berlusconi è tornato in nottata dal vertice del g20, ed ha subito avviato i contatti con i suoi più stretti collaboratori: prima di tutti, all'ora di pranzo, ha messo nero su bianco e fatto il punto della situazione con Gianni Letta, Angelino Alfano e Fabrizio Cicchitto, quest'ultimo ha invitato a rinviare tutte le mozioni a dopo l'approvazione della Finanziaria. "Mai – afferma l'On. Cicchitto - lo scontro politico può sfociare nell'irresponsabilità. E' interesse del Paese come tale che la legge di stabilità sia approvata. Espletato questo adempimento, che per essere tale ovviamente deve essere realizzato in entrambi i rami del Parlamento, allora può aprirsi il confronto politico al Senato e alla Camera, con la presentazione di mozioni di fiducia o di sfiducia". Fiducia anche da parte del Pd e dei suoi alleati, infatti Bersani dichiara: “Siamo dispostissimi a far votare la sfiducia in Parlamento dopo l'approvazione della legge di stabilità. A condizione, però, che la destra non faccia melina sulla legge di stabilità". In poche parole, niente ostruzionismo sulla finanziaria da parte dell'opposizione, sia per il Pd e sia per Udc e Idv, ma deve essere approvata a breve. Infatti, secondo indiscrezioni, Renato Schifani avrebbe assicurato in via ufficiosa al presidente della Camera Gianfranco Fini che la Finanziaria tornerà alla camera entro e non oltre verso il 10 dicembre prossimo. Ciò comporta che la mozione di sfiducia al Governo Berlusconi, è da posticiparsi a metà di dicembre. Berlusconi intende far sapere che sarà lui in persona a presentarsi alle Camere, partendo dal Senato, lasciando perplessi Udc e Pd, infatti secondo Franceschini: "Non si è mai visto che di fronte a una mozione di sfiducia formalmente depositata in base all'art 94 della Costituzione in una Camera, il presidente del consiglio possa decidere di andare a chiedere la fiducia nell'altra. I regolamenti parlamentari e la Costituzione, anche se lui non lo ha mai capito, valgono anche per lui".

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di Fabio Iacolare
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