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Rumors lo descrivono arrabbiato per il rito immediato

Berlusconi progetta di usare la Camera per fermare i processi


Berlusconi progetta di usare la Camera per fermare i processi
09/02/2011, 11:02

ROMA - Sembra che la notizia di ieri, che la Procura di Milano intenda chiedere per il premier il rito immediato, abbia scatenato l'ira del Presidente del Consiglio. In particolare, dimostrando una concezione della Costituzione molto particolare, pare che Silvio Berlusconi si sia lamentato del fatto che i magistrati milanesi hanno completamente ignorato un voto della Camera dei Deputati. Paradossalmente, se quel voto avesse cambiato le decisioni dei magistrati, allora sì che avrebbero dimostrato di agire per motivi politici.
Ma la preoccupazione si accentra soprattutto sulla decisione di stralciare la sua posizione da quella dei co-indagati. Infatti Berlusconi, come parlamentare e Presidente del Consiglio continuerà ad usare la sua carica come scusa per ottenere continui rinvii (fa così da 15 anni, non credo che cambierà adesso); ma Emilio Fede, Lele More e Nicole Minetti non hanno questa possibilità e quindi il loro processo filerà via più normalmente. Il rischio è che si ripeta quello che è successo nel processo che lo vedeva coimputato con David Mills: Berlusconi non ha ancora finito il processo, ma nella sentenza Mills - che è definitiva - è scritto a chiare lettere che lui ha la responsabilità penale di aver corrotto l'avvocato inglese affinchè testimoniasse il falso. In realtà il processo di concussione è velocissimo: un massimo di 4 o 5 testimoni (con tutta la buona volontà, oltre ai dirigenti della Questura con cui Berlusconi ha parlato, a Ruby e a Minetti, è difficile pensare ad altre persone che possano dire qualcosa di interessante) e poi il resto è documentale. Una durata superiore potrebbe avere la parte riguardante la prostituzione minorile, dato che si tratta di accertare se, nelle tante volte (oltre 6, ma pare si arriuvi a superare anche la decina) che Ruby è stata ad Arcore con Berlusconi, si siano messi a guardare Cenerentola oppure siano andati a letto insieme. Ma non si dovrebbero superare la decina di testimoni. Quindi, se il premier decidesse di affrontare il processo senza trucchi, basterebbero due o tre udienze per arrivare a sentenza per entrambi i reati. Ma sarà così? Sicuramente no.
E quindi ecco l'idea: usare la Camera dei Deputati per sollevare il conflitto di attribuzione contro la Procura di Milano, sostenendo che la competenza nel giudicare Berlusconi è del Tribunale dei Ministri. Quindi ottenere un voto positivo prima dalla Giunta per le autorizzazioni a procedere (dove Pdl e Lega hanno la maggioranza) e poi dall'intera Camera dei Deputati (anche qui c'è una maggioranza, anche se molto risicata), in modo da mandare la questione davanti alla Corte Costituzionale. Anche qui l'intento ovviamente non è spuntarla un punta di diritto (anche gli avvocati del premier sanno che la competenza del Tribunale dei Ministri è inesistente), ma solo rinviare il processo alle calende greche.

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di Antonio Rispoli
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