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Con 2 obiettivi: stanare finiani e chiudere propri processi

Berlusconi pronto a lanciare l'offensiva contro i magistrati


Berlusconi pronto a lanciare l'offensiva contro i magistrati
07/08/2010, 09:08

ROMA - La visita di ieri che il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha fatto a Cesare Previti è servita probabilmente a mettere a punto le prossime mosse. E, dopo un incontro con colui che nel 1996 disse: "Dopo le elezioni non faremo prigionieri", non ci si poteva aspettare che un progetto di attacco su tutti i fronti. Infatti è probabile che dopo le vacanze vengano riproposti tutti i cavalli di battaglia del premier: ddl intercettazioni, processo breve, legge Alfano costituzionale, ma anche responsabilità civile dei magistratti (il ddl Anedda del 2004) e il trasferimento dei poteri del Pubblico Ministero ad una polizia giudiziaria indipendente dalla magistratura. E le prime tre non riproposte nelle versioni soft concordate con i finiani, ma nelle versioni originali: per esempio, nel caso del ddl intercettazioni, divieto quasi assoluto di farne, multe fino a 500 mila euro per gli editori di giornali che le pubblica e carcere per i giornalisti; e così via.
Una scelta d'assalto che avrebbe due obiettivi: se i finiani dicessero di no, ci sarebbe il casus belli per accusarli di tradimento e quindi andare ad elezioni il più presto possibile, trattandoli da nemici (cosa che avrebbe anche il vantaggio di bloccare l'emorragia verso Fini, che si dice possa essere alimentata da altri 20-30 deputati, a cui non sta bene restare nel Pdl e che si preparano a cambi di casacca); se i finiani dicessero di sì, Berlusconi si creerebbe una tale barriera di impunità rispetto ai processi ancora in corso (Mills, Mediatrade e fondi neri Mediaset) e a quelli futuri da non doversi preoccupare più di niente. In entrambi i casi sarebbe il vincitore. E certo non basterà ai finiani astenersi, come hanno fatto per la mozione di sfiducia a Caliendo, per non incorrere nelle ire del premier

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di Antonio Rispoli
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