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Il retroscena raccontato da Repubblica.it

Berlusconi pronto a "silurare" Tremonti?


Berlusconi pronto a 'silurare' Tremonti?
02/08/2011, 10:08

ROMA - Interessante il retroscena raccontato da Repubblica.it. Pare che la decisione, comunicata ieri alle agenzie di stampa, del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, abbia gettato parecchio scompiglio, nelle file della maggioranza. In particolare, tra il cerchio dei "giovani" del Pdl, guidati da Angelino Alfano, che volevano questo intervento, e la Lega, appoggiati dal Ministro dell'Economia Giulio Tremonti ed alcuni "anziani" del Pdl, come Bonaiuti e Letta. Infatti, questo secondo gruppo teme le conseguenze di tale gesto: cosa succederà se domani la Borsa di Milano dovesse andare nuovamente molto male? Di chi sarebbe la colpa? La risposta è ovvia è scontata. Insomma, come pare abbia detto ieri Bossi per telefono a Berlusconi, rischia di essere un suicidio politico.
Anche perchè non ci saranno novità particolari, nel discorso del premier. L'unica cosa sarà la promessa di sbloccare, tramite il Cipe, 7 miliardi di euro per investimenti, una iniziativa che vede la contrarietà di Tremonti. Per il resto, ci saranno i soliti autoelogi su come sono stati tenuti in ordine i conti pubblici e su quanto siano saldi i fondamentali economici dell'Italia (se ne è avuta una riprova questa mattina, durante la trasmissione Omnibus: per il Pdl era prsente il sottosegretario Linda Ravetto, che ha ripetuto più volte questa frase, ma era evidente che era una frase "imposta", perchè non sapeva di cosa stesse parlando). Anche il taglio delle province non verrebbe menzionato, dato che non c'è nessuna voglia di farlo, per non far imbestialire la Lega Nord. La parola d'ordine? "Sarebbero risparmi insignificanti perchè bisogna comunque trasferire le competenze". Peccato che era uno dei (pochi) punti qualificanti del programma elettorale del Pdl.
E comunque questa contrarietà di Tremonti e Bossi potrebbe avere delle conseguenze. Già si parla di Maurizio Sacconi come nuovo Ministro dell'Economia, grazie ai suoi rapporti sia col Vaticano che con le parti sociali. E poi offre la migliore garanzia possibile di competenza economica: era consulente nel governo Craxi tra il 1984 e il 1988.

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di Antonio Rispoli
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