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In penale, previsti grossi cambiamenti per il processo Mills

Berlusconi punta ad una nuova legge ad personam


Berlusconi punta ad una nuova legge ad personam
29/10/2009, 09:10

Ormai è una cosa contro il tempo, per Berlusconi e i suoi avvocati, Ghedini in testa. Obiettivo: bloccare la sentenza di Cassazione nel processo che riguarda David Mills, attesa per febbraio o marzo, dato che - nonostante quello che dicono i deputati del Pdl e gli avvocati difensori del premier - è facile immaginare una sentenza che confermi il fatto di base contenuto nella sentenza di secondo grado. Cioè che Silvio Berlusconi ha pagato 600 mila dollari a Mills, estero su estero, come "ringraziamento" per essere stato un testimone reticente nei due processi del Presidente del Consiglio in cui ha testimoniato (tangenti alla Guardia di Finanza e All Iberian) e avergli permesso di essere assolto, sia pure con formula dubitativa.
Le opzioni sono diverse: la prima è quella della prescrizione breve. Cioè tagliare di un quarto la prescrizione di tutti i processi in corso per reati commessi prima del 2 maggio 2006 (qualcuno vuole provare ad indovinare il perchè della scelta della data? ndr) e con pena massima inferiore ai 10 anni. In questa maniera il processo Mills finirebbe subito in prescrizione. Ma ad opporsi a questa soluzione c'è il gruppo di ex-AN che fa notare come sarebbe la seconda pesante sforbiciata che Berlusconi fa alle prescrizioni, dopo la "ex Cirielli" (una legge così schifosa che persino il suo promotore ha ritirato la firma) del 2005. E poi si tratterebbe di una amnistia mascherata, cosa che potrebbe essere non gradita.
Allora ecco la controproposta messa sul tavolo da Ghedini. Un tempo contingentato per i processi: 6 anni per il primo grado, tre per il secondo, uno per la Cassazione. Altrimenti va tutto in prescrizione. E anche questa però non cambia nella sostanza.
Nel frattempo, ci sono strani movimenti: il Ministro della Giustizia Angelino Alfano che va a discutere con il sindaco ex AN di Reggio Calabria e candidato del Pdl alle prossime regionali calabre, Giuseppe Scopellitti, di ritrasferire a Catanzaro la scuola della magistratura che Mastella aveva fatto trasferire a Benevento. Oppure un appoggio alla proposta della Lega di dare maggiori poteri ai giudici onorari.
Oppure, una misura che tagli la testa al toro, una versione del lodo Alfano che non sia in contrasto con la Costituzione. CIoè le alte cariche dello Stato non verrebbero processate presso il loro Giudice naturale (le norme per stabilire quale sia il giudice naturale sono norme ordinarie contenute nel Codice di Procedura Penale, ndr), ma presso una diversa sede, per esempio il Tribunale di Roma. Che ha sempre dimostrato un occhio di riguardo quando si è trovata ad indagare qualche potente.
Naturalmente, quale che sia la scelta finale, bisogna approvarla molto rapidamente, entro 40-50 giorni. E quindi, una volta scelta la strada migliore, verrà inserita come emendamento nella legge che sta al Senato che vieta ai PM di fare intercettazioni, che poi verrà approvata col solito voto di fiducia o comunque con un contingentamento dei tempi tale da impedire qualsiasi discussione. Questo con
l'appoggio del Presidente del Senato, Renato Schifani, e nonostante gli inviti formali del Presidente della Repubblica Napolitano a soluzioni condivise tra maggioranza e opposizione

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di Antonio Rispoli
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