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Il premier contro i giornali:"I lettori scioperino"

Berlusconi rassicura le Regioni:"Rivedremo la manovra"


Berlusconi rassicura le Regioni:'Rivedremo la manovra'
28/06/2010, 20:06

SAN PAOLO (BRASILE) - Le richieste di correzione e revisione anche molto marcata della manovra economica da parte delle Regioni si fanno ogni giorno più pressanti e, dato importante, provengono anche da governatori di centrodestra fedelissimi al premier come Roberto Formigoni e Stefano Caldoro. Richieste alle quali Silvio Berlusconi, dalla sua visita istituzionale a San Paolo, risponde dimostrando dapprima rigore ("Bisogna comprendere che un taglio agli sprechi è necessario non più rimandabili") e, successivamente, un'apertura verso un tavolo di discussione ed un eventuale, conseguente modifica del testo approvato.
Un batti e ribatti composto da amichevoli si ed irriduciabili no che diviene "ni" e che si trasforma ben presto in un vero e proprio "giallo"; condito dalle dichiarazioni del Sottosegretario  Paolo Bonaiuti, il quale, interrogato proprio sulle reali intenzioni del Cavaliere, ha commentato così:"Il Presidente del Consiglio Berlusconi ha risposto con un sì alla domanda se intenda incontrare le Regioni, ma quel sì non si riferiva certo alla possibilità di rivedere neanche su quel punto una manovra già delineata. Le riprese televisive posso confermare quanto stiamo asserendo".
E mentre Berlusconi appare poco deciso sulla politica da adottare per rendere più digeribile una manovra correttiva vista da praticamente tutti i presidenti regionali come un boccone troppo amaro da inghiottire, Formigoni si dimostra deciso a rimarcare il suo "no" all'approvazione della norma senza opportune modifiche e, in aggiunta, a mettere a tacere tutte le voci che volevano il fronte dei no alla manovra sfaldato e disunito:"La posizione delle regioni è unanime, chiediamo di cambiare la manovra in un'ottica di responsabilità - ha infatti ribadito il numero uno della Lombardia -. E' necessaria, vogliamo però si tenga conto di chi in questi anni ha lavorato e ha lavorato bene. La posizione delle regioni è unitaria, è inutile che qualcuno faccia il furbo e cerchi di vedere distanze che non ci sono".
Compattezza e visione condivisa sono state testimoniate anche dal governatore dell' Emilia Romagna e presidente della Conferenza Stato-Regioni Vasco Errani che, sulla presunta spaccatura interna tra i governatori "dissidenti", ha usato parole chiare:"Ho parlato questa mattina con il presidente Iorio e con il presidente Polverini (rispettivamente governatori di Molise e Lazio, ndr) e l'unità della Conferenza è pienamente confermata". Dunque il messaggio appare inconfutabile e non strumentalizzabile: i presidenti delle diverse regioni (comprese quelle rette dal centrodestra) continuano a richiedere importanti modifiche alla manovra varata dal governo e, il presidente del Consiglio, sembra voler temporeggiare muovendosi tra l'apertura al dialogo e la richiesta di "sacrificio" ed approvazione del testo sic et simpliciter.

BERLUSCONI ATTACCA LA STAMPA

Sempre dal Brasile, il premier sferra un altro attacco nei confronti della Stampa definitiva "eversivia" ed eccessivvamente antigovernativa ed osserva:"Bisognerebbe fare uno sciopero degli italiani per insegnare ai giornali a non prendere in giro i loro lettori".
In particolare, come si legge anche sull'Ansa, Berlusconi è stato molto infastidito dalla cronaca che è stata riportata riguardo i G20. Una cronaca che, a suo dire, è "l'esatto contrario della riunione: veramente una presa in giro dei lettori". Più in generale, invece "da molti mesi a questa parte c'é una disinformazione che vedo fare che è inconcepibile".
Alle parole d'accusa del primo Ministro risponde il Così il segretario della Fnsi Franco Siddi che osserva:"E' un aggressione continua, ingiustificata e fondata sulla verità invertita. E' ben curioso che il capo del governo proponga uno sciopero contro i giornali: siamo all'inversione della verità e della realtà, sistematica".

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di Germano Milite
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