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Per venerdì probabile voto per espellere l'ex leader di An

Berlusconi rassicura su solidità del governo e minaccia i finiani


Berlusconi rassicura su solidità del governo e minaccia i finiani
28/07/2010, 22:07

ROMA - "La realtà vera è molto diversa da quella che descrivono i giornali" ed il governo "è saldo". Così un esorcizzante Silvio Berlusconi tenta di tenere le redini di un partito dilaniano da conflitti interni e provvedimenti della magistratura.
Il Cavaliere tenta così di coprire le inconfutabili crepe emerse all'interno del Pdl e, al contempo, si vede costretto a rilasciare determinate dichiarazioni proprio perchè la sua maggioranza sta con ogni probabilità attraversando il periodo più delicato e difficile da quando è al governo.  In ogni caso, precisa il Premier, qualora si verificasse una "divearicazione" all'interno del Popolo delle Libertà, si può star sereni poichè "i numeri sono abbondanti e non c'è possibilità per una maggioranza o un governo diverso".
Durante la conferenza tenuta dagli ambasciatori alla Farnesina, dunque, Berlusconi ribadisce che "Mai come negli ultimi tempi la realtà del governo e del Paese è diversa da quella rappresentata dai giornali" anche perchè, continua "se non avessimo approvato la manovra o fosse caduto il governo avremmo fatto la fine della Grecia".
Accenno velenoso donato anche alla tanto contestata (ed emendata) legge sulle intercettazioni che, a detta del Presidente del Consiglio "è stata massacrata e io sono tentato addirittura di ritirarla".
"Questa legge migliorerà qualche cosa, ma non ridà al cittadino l’inviolabilità delle comunicazioni che è in Costituzione - ha infatti osservato -. Stiamo a lavorare delle notti, abbiamo mandato fuori un bel cavallo e viene fuori un ippopotamo...."



FUORI FINI DAL PARTITO?
Sono sempre più numerose e forti le voci che, dall'interno della maggioranza, prevedono il giorno della resa dei conti finale per il prossimo venerdì quando, alle 14:30 circa, è prevista la convocazione di un ufficio di presidenza. Secondo i più maliziosi, Berlusconi coglierà l'occasione per chiedere ai suoi di votare per l'espulsione di quattro personaggi divenuti oramai troppo scomodi per il benessere della maggioranza. I silurati, come intuibile, sarebbero quindi proprio Gianfranco Fini, Italo Bocchino, Fabio Granata e Carmelo Briguglio.

FINI:"RESETTIAMO TUTTO, SENZA RISENTIMENTO"
Del resto, l'aria di tempesta, è oramai innegabile anche per i sacerdoti della pace che, da mesi, tentano di non far spaccare il Pdl. In prima fila c'è lo stesso Fini. Il presidente della Camera, infatti, tende nuovamente la mano al Premier dopo le ripetute sculacciate con un conciliante "resettare tutto, senza risentimenti". "Vuol dire - arguisce la terza carica dello stato sul Foglio - che Berlusconi ed io non abbiamo il dovere di essere e nemmeno di sembrare amici, ma dobbiamo onorare un impegno politico ed elettorale con gli italiani. Per questo ci tocca il compito, anche in nome di una storia comune non banale, di deporre i pregiudizi, di mettere da parte carattere e orgoglio, di eliminare le impuntature e qualche atteggiamento gladiatorio delle tifoserie. E` l`unica via per evitare che una deflagrazione senza senso si porti via, tra le macerie di un partito e di una esperienza di governo, la credibilità del centro destra, prima di tutto nella testa e nel cuore di quanti ci hanno seguito e dato il mandato di rappresentarli. Non ci sarebbero né vinti né vincitori, alla fine della mattanza. Quando dico che si deve chiudere una pagina conflittuale e aprirne una nuova, non faccio appello ai sentimenti, di cui non nego l`esistenza e che hanno la loro importanza per molti di noi; non esibisco né chiedo ipocrisie, faccio invece appello alla ragione, ai fatti, all`analisi politica e alle basi pubbliche e discorsive, intessute di dialogo e di capacità di riflessione comune, di qualunque possibile fiducia tra diverse leadership".
L'ex aennino, dunque, continua a lanciare valange di pietre e a nascondere la mano; ritirandosi quando c'è da pagare il conto e da prendersi responsabilità decisive rispetto le azioni di "sabotaggio" dialettico operate giornalmente nel Pdl. Un tipo di attegiamento che, probabilmente, stancherà gli elettori (attuali e potenziali) prima ancora di aver esasperato Berlusconi.

"GOVERNO SOLIDO" A MO DI MANTRA
Eppure, nonostante le affermazioni-rassicurazioni di facciata, c'è chi proprio all'interno della formazione di centrodestra non nasconde le proprie nefaste previsioni riguardo la forza dell'attuale esecutivo; con Stracquadanio che prevede addirittura la caduta di Berlusconi entro l'autunno e dunque prima ancora di Natale (come invece ipotizzano molti altri osservatori). Del resto, è inneagile: un premier costretto a ricordare quasi giornalmente che la sua coalizione è forte e che non ci saranno elezioni anticipate, è un premier consapevole che il governe che regge è debole e rischia di cadere anzitempo. Sarà per questo che, la frase "non ci saranno elezioni anticipate", è recitata a mo di mantra proprio dal Cavaliere e dai suoi fedelissimi?

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di Germano Milite
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