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Berlusconi ridicolizzato da Erdogan e Putin, sul gas russo


Berlusconi ridicolizzato da Erdogan e Putin, sul gas russo
07/08/2009, 14:08

E' saltato fuori un retroscena, riguardo la firma dell'accordo tra ENI, Gazprom e governo russo per la creazione del gasdotto "South Stream". Leggendo sul sito del governo italiano, si leggeva ieri che tutto il merito dell'accordo veniva dato al Presidente del Consiglio SIlvio Berlusconi; e lo stesso è stato ripetuto ieri su TV e stampa italiana. In realtà gli accordi erano stati presi già da tempo tra Turchia e Russia. E solo il giorno precedente la firma, a sorpresa, il premier turco Erdogan e il premier russo Putin sono stati contattati da Berlusconi che ha chiesto di poter partecipare alla cerimonia, in sostanza per prendersene il merito. Di norma in questi casi, questo comportamento rischia di far scoppiare un incidente diplomatico; ma - secondo quanto ricostruito dai giornalisti della Reuters - i due premier hanno reagito alla pretesa del loro collega italiano con un sorriso, probabilemnte consci della poca rilevanza che ormai ha l'Italia a livello mondiale.
Nel frattempo Ankara ha rassicurato l'Europa che il suo impegno su questo impianto non ridurrà quelli relativi all'altro gasdotto, il Nabucco.
Ma anche qui abbiamo una prova dell'irrilevanza che ormai ha l'Italia. Infatti il nostro governo, con questa scelta, è andato contro la strategia europea di ridurre la dipendenza dal gas russo. Il Nabucco e l'IGI sono due gasdotti che partono dall'Azerbaigian e servono ad impedire che la Russia possa farla da padrone, in quanto è l'unico fornitore di gas dell'Europa. L'Italia invece, con il South Stream, aumenta la propria dipendenza dalla Russia e ci espone ai futuri ricatti del regime di Putin e dei suoi successori. Normalmente per questi comportamenti ci sarebbero richieste di spiegazioni, proteste ufficiali e così via. Invece nulla. L'Europa sa che l'Italia ha affidabilità pari a zero, con questo governo, ed ormai non spreca neanche più il fiato. Quando la violazione è pesante, si limita a far scattare le sanzioni, che poi noi cittadini paghiamo.

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di Antonio Rispoli
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