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BERLUSCONI: RIFORMA DELLA GIUSTIZIA, CAMPANIA E PRESIDENZIALISMO


BERLUSCONI: RIFORMA DELLA GIUSTIZIA, CAMPANIA E PRESIDENZIALISMO
21/12/2008, 09:12

La riforma della giustizia è ancora ferma, anche se molto caldeggiata, ma nelle intenzioni del premier Silvio Berlusconi c'e anche il presidenzialismo. "L'Italia - dice - è pronta per l'elezione del presidente della Repubblica". Berlusconi ha lanciato l'idea di approvare "entro la fine della legislatura" l'elezione diretta del Presidente della Repubblica. Il sistema attuale, sostiene, pone troppi vincoli al premier, che non può nominare direttamente i ministri, non li può revocare e, in sostanza, può solo "fissare l'ordine del giorno del Consiglio dei ministri". 

Affidare ai cittadini l'elezione del presidente della Repubblica, invece, potrebbe trasformare l'Italia "in una democrazia moderna". Ma l'obiettivo, conclude, è raggiungibile solo con l'adesione di tutto il Parlamento italiano.  Se dice sul serio, sembra difficile che la riforma potrà mai vedere la luce. Sulla questione giustizia, invece, Berlusconi dà indicazioni più concrete. Due i punti salienti: separazione di giudici e pm da una parte, indagini affidate alla polizia giudiziaria, senza più la direzione del pm, dall'altra.

E il premier ha parlato anche della bufera giudiziaria che ha investito la Campania in questi ultimi giorni. "Il governo - ha spiegato -  avrebbe potuto commissariare il comune del capoluogo campano, ma non lo ha fatto per evitare un ritorno al clima di Tangentopoli".

Ha rivolto però un appello a Rosa Russo Iervolino e Antonio Bassolino perché si dimettano e consentano lo svolgimento di elezioni anticipate.

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di Redazione
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