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Su Alfano dice: “E’ un vero leader”

Berlusconi: “Riformare subito la giustizia”


Berlusconi: “Riformare subito la giustizia”
29/11/2011, 21:11

ROMA - Silvio Berlusconi torna a parlare della necessità di una riforma della Giustizia: "La riforma è alla Camera e abbiamo intenzione di lavorarci ancora. Non siamo mai riusciti a terminarla per le posizioni diverse nella nostra maggioranza, soprattutto da Fli e Fini che avevano occupato la presidenza della Commissione Giustizia". E' l'intenzione espressa da Silvio Berlusconi, durante la presentazione del libro di Angelino Alfano. Berlusconi ribadisce i punti centrali della riforma: carriere diverse per giudici e pm, perché "finché non sarà così nessun cittadino italiano si può sentire garantito". Dunque, garantisce il leader Pdl, "abbiamo intenzione di lavorare ancora sulla riforma da qui fino alla fine della legislatura".

Tra le riforme fondamentali, secondo Berlusconi, c'è anche quella della Costituzione: "Se non cambiamo dal profondo la nostra architettura istituzionale, non usciremo mai dal vicolo cieco in cui ci troviamo. Se non cambiamo la Costituzione non saremo mai un paese moderno e giusto".

Berlusconi ha poi speso elogi per Alfano: “Tra tutte le persone con cui ho avuto modo di collaborare dall'inizio della mia discesa in campo è davvero la persona a cui mi sono sentito e mi sento più vicino", esordisce Berlusconi e ne spiega anche i motivi: "ha doti umane inarrivabili, è una persona leale, trasparente e intelligente nel senso etimologico della parola. Ha grande determinazione ed entusiasmo per il proprio Paese e in tutto quello che fa". Quindi, Berlusconi ricorda di avere "intravisto da subito la possibilità che lui potesse, maturando, diventare il nuovo leader del centrodestra e ho perseguito questa idea in tutti questi anni. Ha una saggezza e un equilibrio che - scherza - lo fanno 'vecchio' come me e Letta, saggezza che noi abbiamo raggiunto dopo tanti anni e, direbbero i nostri avversari, dopo tanta fatica".

Poi i consigli a Monti: “Nelle conversazioni con il professor Monti siamo stati molto chiari su due punti: non daremo il voto ad una imposta patrimoniale ed una proposta di legge elettorale", ha ribadito Berlusconi il quale precisa anche di non avere mai affermato di potere "staccare la spina" al governo. "Non ho mai detto di avere la golden share - risponde Berlusconi - e l'ho negato pubblicamente e in un colloquio con il premier incaricato". Il leader del Pdl è tornato anche su un argomento caldo in questo periodo, l'Ici: "Noi abbiamo abolito l'Ici e credo che gli italiani ce ne siano grati. Ma di fronte alla realtà e all'attuazione del federalismo fiscale, d'accordo con la Lega abbiamo individuato l'Imu. Su questa base potremmo discutere".

Silvio Berlusconi, inoltre, approfitta della presenza di Maroni per ribadire l'unione tra i due partiti ma l'ex ministro dell'Interno sorride e muove la mano a dire "così, così". "Fanno gli spiritosi - replica immediatamente il leader Pdl - ma restano nostri alleati. Ho un appuntamento con Bossi che mi ha telefonato personalmente tutti i giorni da quando abbiamo dato vita al governo Monti". "Noi siamo all'opposizione e voi siete nella maggioranza. Quindi l'alleanza è finita, non sui territori". Ha replicato Maroni. "Non è detto che in futuro l'alleanza non si possa ricostruire, ma è inutile parlarne adesso. Dipenderà da quello che succede da qui al voto", ha concluso l'ex ministro.

L’ex premier ammicca all'Udc: "Speriamo in ravvedimento operoso da parte di Casini”, ha detto ricordando come il partito di via Due macelli abbia perso voti alle ultime regionali alleandosi in diverse realtà territoriali con la sinistra.

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di Redazione
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