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Berlusconi rischia contestazioni, meglio che non va in pubblico


Berlusconi rischia contestazioni, meglio che non va in pubblico
15/10/2009, 09:10

Secondo un rapporto dei servizi segreti, per il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi non ci sono rischi di attacchi organizzati, ma solo contestazioni e al massimo il gesto di qualche mitomane. E' questo il riassunto dell'informativa urgente a cui ieri ha risposto in Aula a Montecitorio il Ministro per i Rapporti col Parlamento Elio Vito.
La noizia appare doppiamente rassicurante dopo una spiacevole gaffe compiuta dal coordinatore PD Matteo Mezzadri di Vignola, in provincia di Modena. Il quale, parlando sulla sua pagina di Facebook, aveva sbottato: "Ma possibile che non ci sia nessuno capace di mettere una pallottola in fronte a Berlusconi?". Poco dopo è stato lo stesso Mezzadri a scusarsi: "Mi scuso con tutti, a partire da Berlusconi, e mi dimetto, attendendo dal partito eventuali provvedimenti nei miei confronti. Il mio è stato un linguaggio che nessuno dovrebbe avere, tantomeno uno che si occupa non solo della propria vita, ma anche di quella degli altri". Dimissioni che sono state accolte dal coordinatore di Modena, Tommaso Fregni, che ha giudicato quelle parole lontane dalla loro cultura e quindi inammissibili.
Insomma, il succo è che pericoli non ce ne sono per Berlusconi, a parte reazioni verbali rabbiose come questa su Facebool. E non ha neanche da temere contestazioni, visto che di solito i contestatori vengono allontanati a forza dalla Polizia ed eventuali striscioni strappati e distrutti, quando arriva il premier, come dimostrano i tanti episodi accaduti a Napoli, a L'Aquila, a Messina e in tanti altri luoghi.

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di Antonio Rispoli
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