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Berlusconi schiocca le dita, i finiani obbediscono


Berlusconi schiocca le dita, i finiani obbediscono
21/08/2010, 08:08

Come era facilmente prevedibile, la "rivolta" dei finiani è rientrata immediatamente. E' bastato che il padrone Berlusconi schioccasse le dita e subito, obbedienti, i finiani si rimettessero a 90 gradi, pronti a votare qualsiasi scempio voluto dal premier.
Per il resto, la lunga riunione del Pdl di venerdì e il documento che ne è uscito, non rappresentano nulla di nuovo. Ci sono i soliti successi in economia e lotta alla criminalità presenti solo nella fantasia del premier; i sondaggi di pura invenzione del premier, che lo danno al 51% (ma non era al 60-70%? E' crollato tanto?); i soliti insulti verso i giudici. Poi ovviamente non poteva mancare l'ultimatum: presenterà una serie di provvedimenti da approvare con la fiducia e senza discussioni, altrimenti a dicembre si andrà a votare. Quali sono questi provvedimenti? I soliti: processo "breve", in modo da bloccare tutti i processi che lo riguardano e anche quello che riguarda Marcello Dell'Utri, ormai vicino alla sentenza definitiva della Corte di Cassazione; annullamento del potere dei Pubblici Ministeri e loro asservimento al governo; blocco della possibilità per i magistrati di disporre intercettazioni telefoniche e ambientali e bavaglio per i giornalisti; immunità completa per se stesso anche per i processi futuri oltre che per la sentenza civile sulla Mondadori, per il quale è stato condannato al pagamento di 750 milioni in primo grado. Naturalmente il tutto viene mascherato con ben altri termini: "il processo penale deve essere fatto in termini ragionevoli", "è giusto che le alte cariche dello Stato siano tutelate dalle interferenze della magistratura militante di sinistra", "la privacy va tutelata" e così via. Inoltre viene dato il contentino alla Lega Nord, con la promessa di continuare a sostenereil secessionismo leghista (loro lo chiamano federalismo, ma è chiaro che bisogna essere ciechi per non capire che parole e fatti divergono); il contentino ai finiani con un "piano per il sud", che comprenderà la Banca per il Sud (per la felicità di Tremonti, che potrà prendere ulteriori soldi dal sud), il ponte di Messina (irrealizzabile, ma i finanziamenti pubblici - non ce ne sono di finanziamenti privati - faranno felici mafia e 'ndrangheta) e l'ampliamento della Salerno-Reggio Calabria (con l'abolizione dei controlli, farà la felicità di camorra e 'ndrangheta, che forniscono la stragrande maggioranza o la totalità delle ditte in subappalto o dei fornitori). E poi lo specchietto per allodole della riduzione delle tasse, l'unica promessa che è rimasta costante in 16 anni e che è stata applicata solo per i più ricchi, che hanno avuto tagli nelle tasse notevolissimi (il solo Berlusconi ha risparmiato di tasse oltre 2 miliardi di euro, se sommiamo quello che ha risparmiato dal 2003, quando tagliò l'Irpef per i più ricchi, creando un buco nei bilanci dello stato di alcuni miliardi). Invece le tasse per i redditi bassi non sono mai state ridotte, anzi, di fatto sono state aumentate. Infatti da una parte lo Stato ha aumentato le tasse indirette che, colpendo tutti indistintamente, danneggiano più i redditi bassi di quelli alti; dall'altro ha tagliato i trasferimenti agli enti locali, i quali a loro volta hanno dovuto aumentare le tasse sui cittadini oppure tagliare i servizi, rendendo così a pagamento quelle prestazioni che prima erano pubbliche. E anche questo colpisce più le tasche di chi ha un reddito basso e meno chi ha un reddito alto.
Naturalmente tutto questo bel programmino è condito dall'ultimatum finale: o la fiducia o il voto. Un voto che - come quello degli ultimi 16 anni - sarà irregolare, illeggittimo ed incostituzionale, dato il dominio che Berlusconi ha nelle TV, che impedisce alla gente di essere informata.
La prima reazione di Gianfranco Fini è stata un "Vedremo". Quella di Bocchino, finiano doc, è stata: "Il programma è al 95% condivisibile. Anzi, è una vittoria di Fini". Granata e Briguglio, che in questi giorni si sono riempiti la bocca della parola legalità, ora sono in silenzio. La Buongiorno è sparita dai giornali. Risultato? A quanto pare la legalità è stata messa da parte, davanti all'importanza di mantenere poltrone e stipendi da parlamentare.

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di Antonio Rispoli
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