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Ma oggi si dimetteranno dal governo Fli e Mpa

Berlusconi: "Sciolgo la Camera se non mi danno la fiducia"


Berlusconi: 'Sciolgo la Camera se non mi danno la fiducia'
15/11/2010, 09:11

MILANO - Parole gravi, quelle dette ieri dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, in collegamento telefonico con la contromanifestazione che il Pdl ha tenuto a Milano per "rispondere" alle primarie che il Pd ha tenuto nel capoluogo lombardo per scegliere il prossimo candidato sindaco. Nella telefonata il premier ha detto: "Noi andremo avanti a governare, con la fiducia che sono sicuro otterremo al Senato e credo alla Camera. E se alla Camera il governo non otterrà l'ok, benissimo, si andrà a votare per la Camera stessa e vedremo cosa decidono gli italiani". Affermazioni gravi, perchè esautorano il Presidente della Repubblica dai suoi poteri di scioglimento delle Camere. In realtà, anche se è costituzionalmente prevista la possibilità di sciogliere una sola di esse, tale possibilità è stata utilizzata solo all'inizio della Repubblica. Nella prima versione della Costituzione venne stabilito che la Camera dei Deputati surasse 5 anni e il Senato 6, per avere la possibilità di avere maggioranze differenti nei due rami del Parlamento. Per questo nei primi anni ci fu lo scioglimento anticipato del Senato ma solo per farlo coincidere con lo scioglimento naturale della Camera dei Deputati. Poi con una legge costituzionale le durate furono pareggiate e da allora molti costituzionalisti sono dubbiosi sul fatto che possa essere sciolta una sola Camera. Ma senz'altro non è una possibilità contemplata per permettere al Presidente del Consiglio di minacciare eventuali deputati indecisi.
Intanto oggi un'altra grana sul tavolo di Berlusconi: salvo imprevisti dell'ultima ora, verranno presentate le dimissioni del Ministro Ronchi, del Vice Ministro Urso e di altri 5 sottosegretari di Fli, oltre a quelle di un sottosegretario dell'Mpa. Una decisione che costringerà il premier ad un rimpasto in tempi brevi; rimpasto che probabilmente si fonderà con la mozione di sfiducia presentata dall'opposizione alla Camera dei Deputati, rendendo necessaria una nuova fiducia. A meno che Napolitano non accetti un cambiamento di tale entità nel governo (è il secondo Ministro quest'anno che si dimette) senza un passaggio parlamentare, dando ennesima prova della sua estrema debolezza politica nei confronti del governo.

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di Antonio Rispoli
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