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Berlusconi sconfitto sul piano casa, no delle Regioni a DL


Berlusconi sconfitto sul piano casa, no delle Regioni a DL
25/03/2009, 15:03

Ennesimo stop al cosiddetto piano casa, voluto dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Questa volta l'alt è arrivato dalle Regioni, che hanno unanimemente contestato l'uso, previsto dal premier, del decreto legge per determinare le linee guida su cui poi inserire un disegno di legge. In particolare, le Regioni vogliono poter discutere sulla legge - trattandosi di materia concorrente tra Stato e Regioni - e non trovarsi scavalcati da un decreto. Questa scelta è stata indirettamente confermata anche da Raffaele Fitto, Ministro degli Affari Regionali, che ha detto che il governo punta ad ottenere una intesa entro martedì, a cui poi seguirà una nuova conferenza Stato-Regioni. Quindi venerdì non ci sarà alcun decreto; a meno che Berlusconi non decida di forzare la situazione. Cosa non da escludere.
Infatti, in una intervista, il Presidente del Consiglio ha negato che ci sia stata una marcia indietro del governo e anzi, ha rilanciato l'urgenza del provvedimento: "Se solo il 10% delle famiglie proprietarie di mono o bifamiliari facesse lavori di ampliamento si attiverebbero dai 50-60 miliardi di giro di affari. Perchè il 25-28% delle abitazioni sono monofamiliari e il 12-15% sono bifamiliari. Quindi il provvedimento riguarda il 50% delle famiglie". E dal canto suo anche Bossi ha rilanciato: "Il provvedimento è necessario. Anche io ho bisogno di un locale per far studiare i figli". Già, soprattutto Renzo, che è riuscito a farsi bocciare 3 volte all'esame di maturità.

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di Antonio Rispoli
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