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Rivoluzionaria procedura del Presidente del Consiglio

Berlusconi sfida la Costituzione: da Napolitano per far dimettere Fini


Berlusconi sfida la Costituzione: da Napolitano per far dimettere Fini
07/09/2010, 10:09

ROMA - Questa volta il Presidente del Consiglio SIlvio Berlusconi decide di coinvolgere nella querelle politica la più alta carica dello Stato, quella che, COstituzione alla mano, è la più apolitica che esista. E così, dopo la riunione tra la delegazione leghista guidata da Umberto Bossi e Berlusconi nasce la richiesta di un incontro col Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, affinchè costringa il Presidente della Camera Gianfranco Fini a dimettersi. Il perchè è esplicitato in una nota emessa al termine dell'incontro: "Nel corso dell'incontro tenutosi questa sera ad Arcore, le dichiarazioni dell'on. Gianfranco Fini sono state unanimemente giudicate inaccettabili. Le sue parole sono la chiara dimostrazione che svolge un ruolo di parte ostile alle forze di maggioranza e al governo, del tutto incompatibile con il ruolo super partes di presidente della Camera".
Ma c'è dell'altro: la Lega Nord, forte dei sondaggi che la danno ai massimi storici, intorno al 12%, vuole andare alle urne al più presto, il 27 e 28 novembre, cioè con le dimissioni immediate del governo e tempi ridotti ai minimi di legge per i comizi elettorali; Berlusconi, che gli stessi sondaggi datto più vicino al 25% che al 30% e con il rischio che Fini possa assorbire molti voti degli ex aennini, sta frenando, conscio di correre un rischio troppo grosso.
Sulla richiesta a Napolitano di far dimettere Fini, si è espresso subito il finiano Italo Bocchino: "La decisione del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e del ministro per le riforme Umberto Bossi di chiedere formalmente le dimissioni del presidente della Camera Gianfranco Fini è politicamente inaccettabile e grave sotto il profilo istituzionale, violando il principio costituzionale della separazione tra poteri. A Berlusconi e Bossi va inoltre ricordato che furono proprio loro a inaugurare nel 1994 la stagione dei presidenti delle Camere di parte, che fino ad allora erano sempre stati concordati con l'opposizione o addirittura assegnati alla minoranza nell'ottica di favorire la nascita di un contrappeso parlamentare. Tale prassi fu modificata quando Berlusconi e Bossi indicarono Carlo Scognamiglio e Irene Pivetti ai vertici di Palazzo Madama e Palazzo Montecitorio. Successivamente sempre Berlusconi e Bossi hanno inaugurato nel 2001 la stagione dei presidenti di Parlamento leader di partito, eleggendo Pierferdinando Casini allo scranno più alto di Montecitorio. Tale innovazione si è poi consolidata con l'elezione di Fausto Bertinotti prima e di Gianfranco Fini poi".

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di Antonio Rispoli
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