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Ora inizieranno le consiltazioni per il nuovo governo

Berlusconi si dimette, ma minaccia: "Stacco la spina quando voglio"


Berlusconi si dimette, ma minaccia: 'Stacco la spina quando voglio'
13/11/2011, 07:11

ROMA - L'ultimo atto è iniziato ieri sera. Alle 21 circa (con mezz'ora di ritardo rispetto all'orario prefissato per l'incontro al Quirinale; il premier si è dimostrato maleducato ed irrispettoso fino all'ultimo) Silvio Berlusconi si è presentato per un colloquio col Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Poi alle 21.43 le agenzie danno la notizia ufficiale: Berlusconi si è dimesso.
Ma la serata ha dato il senso di come non sia tutto finito. Innanzitutto l'uffcio di presidenza del Pdl, prolungatosi a lungo e da cui è uscita una frase dell'ex premier molto significativa: "Possiamo staccare la spina quando vogliamo". Segno di come l'intenzione è quella di ripetere il giochetto della Bicamerale D'Alema: finchè Monti farà quello che interessa a Berlusconi, il Pdl ci starà; ma un attimo dopo, se ne andrà lasciando il cerino acceso in mano alle sinistre. E cosa interessa a Berlusconi si sa: leggi a difesa delle sue proprietà, in particolare delle televisioni; leggi a tutela della sua persona, bloccando i processi di Milano che lo riguardano; elezioni la primavera prossima, massimo entro maggio.
Ma le immagini di ieri, diffuse su tutte le Tv, hanno mostrato altre. Hanno mostrato migliaia di persone che hanno seguito il premier ad ogni passo: prima davanti Montecitorio, poi davanti Palazzo Grazioli, e ancora davanti al Quirinale (verso le 21 la zona era praticamente bloccata, perchè i manifestanti avevano occupato ogni via e traversa nelle vicinanze), Tanto da costringere il premier dimissionario ad uscire dal Colle da una uscita posteriore e rientrare a Palazzo Grazioli da un'entrata posteriore. E non era certo un bagno di folla: striscioni, cori, insulti, addirittura qualche monetina, quando è dovuto passare davanti a tutti con la sua vettura per entrare da Napolitano. Ed anche lì, ha risposto ai cori con un gestaccio, prima di infilarsi a tutta velocità nel sontuoso ingresso del Quirinale.
Ora inizierà l'era Monti: oggi le consultazioni, poi domani la nomina ufficiale e nel giro di 10 giorni in Parlamento si dovrebbero conoscere i membri del nuovo governo e il programma.

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di Antonio Rispoli
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