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Il premier "omaggia" il congresso del Movimento di Scilipoti

Berlusconi si ripete: "Tangentopoli? Fu un golpe giudiziario"


Berlusconi si ripete: 'Tangentopoli? Fu un golpe giudiziario'
21/10/2011, 14:10

ROMA - Ancora una volta un intervento pubblico del premier Silvio Berlusconi, questa volta al congresso del Movimento di responsabiltà nazionale, fondato dal deputato Domenico Scilipoti. Un intervento di mezz'ora, nel quale è tornato sugli argomenti che gli sono cari.
Innanzitutto Tangentopoli, definito come "un golpe giudiziario"e che è stata la causa della sua entrata in politica: "Ho provato a mattere d'accordo tutti ma non ci sono riuscito e così ho deciso di scendere in campo per salvare il Paese dai comunisti, dato che Giuliano Urbani mi aveva fatto vedere un sondaggio dal quale risultava che i comunisti avrebbero vinto il 72% dei seggi, se non fosse sceso in campo, come dissi allora". E poi ha aggiunto che prese quella decisione in contrasto con tutti i suoi amici, parenti e familiari ("anche mia mamma non voleva") e che da allora è stato aggredito in ogni maniera: "In questi anni non mi hanno fatto mancare nulla. Aggressioni politiche, giudiziarie di cui sono il recordman e anche fisiche perchè se quella statuetta del Duomo invece che sulla guancia l'avessi presa in un'altra parte del viso sarei sotto terra".
Non è mancato l'accenno alla "carenza dei poteri" che ha a disposizione il Presidente del Consiglio e il governo che "possono solo proporre alle Camere disegni di legge e decreti legge. NIente di più. Non posso neanche dimissionare un Ministro..." Poi affronta il prosieguo della legislatura dicendosi sicuro di arrivare al 2013 ("semplicemente per un fatto di personale autorevolezza") e rilanciando l'apertura all'Udc di inserire nel Porcellum (l'attuale legge elettorale) le preferenze, anche per rispetto "del milione e settecentomila (in realtà un milione e due) di cittadini che hanno firmato per i referendum". E ha aggiunto che Calderoli disse che la legge era una porcata, solo perchè l'allora Presidente della Repubblica Azeglio Ciampi "per una sua personalissima interpretazione della Costituzione", impose il premio di maggioranza regionale al Senato, e non nazionale come c'è alla Camera dei Deputati.

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di Antonio Rispoli
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