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La sua posizione appare sempre più debole nel partito

Berlusconi stretto tra la Lega e le scissioni dei "montiani"


Berlusconi stretto tra la Lega e le scissioni dei 'montiani'
12/12/2012, 10:07

ROMA - Alla fine, le voci della giornata di ieri avrebbero trovato conferma, come suggerisce Repubblica: l'incontro tra Roberto Maroni e Silvio Berlusconi è stato un sostanziale fallimento. Perchè Berlusconi sarebbe stato disposto ad appoggiare Maroni nella corsa a governatore della Lombardia, in cambio dell'appoggio alle elezioni nazionali. Ma il segretario della Lega ha posto una condizione sine qua non: l'addio di Berlusconi alla politica. Una condizione che l'ex premier non è disposto ad accettare; ma anche la condizione minima perchè la dirigenza della Lega possa accettare l'alleanza, dato che è su Berlusconi che vengono accentrate le responsabilità del crollo della precedente maggioranza. 
Ma su questo stallo si interseca un'altra vicenda: il rischio di una vera e propria esplosione del Pdl. Infatti ora non sono più solo gli ex An, che non vogliono restare col Cavaliere, perchè rischiano di scomparire. L'annuncio di ieri (poi parzialmente smentito) di voler ricandidare solo il 10% di coloro che hanno svolto questa legislatura ha aumentato il panico all'interno del partito. Così come l'inizio della campagna elettorale che Berlusconi sta svolgendo in chiave antieuropea, accusando l'Europa e la Germania di essere le cause prime della crisi. E così i Frattini, i Quaglieariello, i Sacconi, i Formigoni potrebbero decidere di abbandonare il partito (portandosi appresso anche Alfano ed altri dirigenti) dando il via ad una diaspora che lascerebbe Berlusconi con pochi fedelissimi. 

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di Antonio Rispoli
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