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Nei retroscena un premier amareggiato contro Fini

Berlusconi: "Sul ddl intercettazioni non ho avuto scelta"


Berlusconi: 'Sul ddl intercettazioni non ho avuto scelta'
21/07/2010, 11:07

ROMA - I retroscena ci raccontano di un Silvio Berlusconi molto amareggiato, per aver dovuto cedere con i finiani sul ddl intercettazioni. Ieri infatti è stato presentato un emendamento governativo che stabilisce la creazione di un passaggio intermedio, per le intercettazioni telefoniche: una udienza filtro in cui Pm, difesa e Gip si accordano per stabilire quali intercettazioni nell'ambito di un processo vanno rese pubbliche attraverso i mass media e quali no. Inoltre verrebbe ammessa la pubblicazione di qualsiasi notizia rilevante, nell'ambito del processo. Questa norma è stata raccontata come una vittoria dei finiani, ai quali comunque Berlusconi avrebbe giurato vendetta, accusando il Presidente della Camera di agire di concerto col Quirinale per frenare l'attività di governo.
A parte l'ambiguità dei termini e delle situazioni (quando si terrebbe questa udienza-filtro? Chi decide cosa è rilevante o no?) resta un punto nodale che nessuna modifica ha toccato: l'impossibilità dei giudici di intercettare. Infatti rimane il limite dei 75 giorni, prolungabili di 3 in 3, per le intercettazioni telefoniche; il limite dei 3 giorni per le intercettazioni ambientali; e permangono tutte le limitazioni in ordine alle prove necessarie per chiedere le intercettazioni. Insomma, le modifiche sono quelle che si otterrebbero usando il potere della giurisdizione: Corte Costituzionale, Corte di Cassazione, Corte di Giustizia europea. e così via. Invece nessuna modifica sul resto, che è anche più importante, perchè riguarda le indagini contro la criminalità

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di Antonio Rispoli
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