Politica / Parlamento

Commenta Stampa

Polemiche dopo l'attacco di Ghedini al presidente Napolitano

Berlusconi: "Sulle intercettazioni ci penso io"


Berlusconi: 'Sulle intercettazioni ci penso io'
02/07/2010, 20:07

ROMA - “Da lunedì prenderò in mano tutti i titoli sul tavolo, dalla manovra al ddl intercettazioni a quelli della giustizia”: esordisce così Silvio Berlusconi ai microfono del Tg1. Poco dopo, al Tg5, il premier rincara la dose: “Quando faccio una cosa la faccio fino in fondo e con grande determinazione, con risultati concreti”.
Parole all’apparenza confortanti, le sue, che seguono l’incontro avvenuto questo pomeriggio a Palazzo Grazioli, durante il quale il presidente del Consiglio ha ricevuto il suo legale Niccolò Ghedini, il ministro della Giustizia Angelino Alfano e Alo Brancher, oltre ai diversi rappresentati del Pdl. Al centro del blindatissimo vertice (bocche cucite per tutti, tranne che per La Russa, il quale si è limitato ad un secco “tutto bene”) la questione Brancher, atteso l'8 luglio dal voto sulla mozione di sfiducia Pd-Idv e la cui posizione si fa sempre più difficile. Tanto che non è escluso un passo indietro del neoministro che si è intrattenuto in una faccia a faccia di mezz'ora con Berlusconi. A seguire, i presenti si sono soffermati sui rapporti con il nemico-amico Gianfranco Fini. Su di lui, la faccenda sembra assumere toni più accesi: “Al punto in cui siamo” – ha tuonato il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto -  “in un lasso ragionevole di tempo, o si definiscono in modo serio i termini di una convivenza fondata su atteggiamenti positivi e costruttivi oppure sarà più ragionevole definire una separazione consensuale”.
Clima teso, dunque, a cui certo non giova l’attacco di Ghedini a Giorgio Napolitano, dopo le parole di ieri del Presidente della Repubblica su presunti punti critici della legge sulle intercettazioni nel testo approvato dal Senato. “C'è un Parlamento e spetta a quest'ultimo decidere” – ha detto Ghedini– “La valutazione del capo dello Stato non è su problemi di natura tecnica, altrimenti dovrebbe farsi eleggere. La valutazione è sulla costituzionalità. Le criticità tecniche esulano dalla sua competenza”.

Commenta Stampa
di Ornella d'Anna
Riproduzione riservata ©