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Preoccupano il premier le recenti dichiarazioni del Senatur

Berlusconi teme di essere schiacciato tra Bossi e Napolitano


Berlusconi teme di essere schiacciato tra Bossi e Napolitano
09/05/2011, 09:05

ROMA - Quando il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi riferisce la caduta del suo governo nel 1994, ne dà una versione assolutamente lontana dal vero, ma interessante. Secondo lui fu l'allora Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro che blandì e minacciò la Lega Nord per farla staccare da Forza Italia e far cadere il governo (in realtà la Lega tentò di cavalcare la protesta di piazza scatenata dalla Finanziaria di Tremonti che conteneva una norma che spostava di 5 anni - da 35 a 40 - da un giorno all'altro la data in cui la gente poteva andare in pensione). Ora la sua paura è che quella menzogna stia per diventare realtà, analizzando il comportamento di Umberto Bossi, che negli ultimi giorni ha più volte appoggiato le dichiarazioni del titolare del Quirinale. E contemporaneamente la minaccia - non da poco, se si pensano alle conseguenze - fatta al premier: se a Milano si perde, ha perso Berlusconi. Il suo timore è di una Lega che accetti di sfilarsi dalla maggioranza, in cambio di un reincarico a Tremonti o Maroni, per un governo che non avrebbe l'appoggio del Pdl, ma senz'altro avrebbe quello di Fli, dell'Udc e forse anche del Pd. Un governo che al Cavaliere non va bene, in quanto non si occuperebbe più di salvargli le terga in campo giudiziario, ma si concentrerebbe sul secessionismo (qualificato falsamente come federalismo) della Lega Nord.
Fantapolitica? Dipende molto dalle elezioni di Milano. Non è un caso se nelle ultime apparizioni in quella città il premier non abbia fatto campagna elettorale per la Moratti, ma per se stesso, dicendo ai cittadini di mettere il suo nome sulla scheda. Un invito che nasconde una voglia precisa: battere le 53 mila preferenze che il premier prese alle ultime elezioni. Ma con un rischio preciso: se non dovessero essere raggiunte, e se la Moratti andasse al ballottaggio, come prevedono in molti, rischierebbe di essere un durissimo colpo politico per il premier. Così duro da frantumare la maggioranza raccogliticcia che c'è adesso.

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di Antonio Rispoli
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