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Berlusconi vince e la crisi si aggrava.


Berlusconi vince e la crisi si aggrava.
23/12/2010, 07:12

 

BERLUSCONI VINCE E LA CRISI SI AGGRAVA.


 

di Raffaele Pirozzi e Giuseppe Biasco


 


 

Berlusconi ha avuto la fiducia sia alla Camera dei Deputati che al Senato. Il Governo di centro destra da lui presieduto, da quando ha vinto le elezioni nel 2008, non ha mai perso, ne nelle scadenze elettorali che si sono succedute, ne nel voto in Parlamento. Con il voto di Martedì scorso Berlusconi ha ottenuto in Parlamento, il 40esimo voto di fiducia. Da questo se ne deduce, che il Cavaliere è ben saldo alla testa del suo Governo, non ha mai avuto l’intenzione di andare a nuove elezioni ed ha dimostrato che non esiste la destra senza di lui. Ovvero, non esiste nessun altro leader che possa sostituirlo nella direzione del Partito, della coalizione e del Governo.

Lo sconfitto in questo scontro è il presidente della Camera Gianfranco Fini, che voleva dimostrare che in Italia esiste una destra moderna ed europea, fatta di ideali e senso dello Stato, di rispetto delle Istituzioni e di orgoglio nazionale. Una destra che rispettando le esigenze del capitale, riuscisse a garantire ai giovani un futuro certo ed al nostro paese uno sviluppo diffuso. Questa destra non è mai esistita in Italia e dubitiamo seriamente che nel futuro ci sarà mai. La destra,invece, ha il volto cialtrone di Berlusconi e l’arroganza ignorante di Bossi. Una destra che sollecita il peggio negli italiani, che divide il Paese, vive di opportunismo e di piccoli e grandi imbrogli, di bugie e infamie che servono a coprire un sistema di Governo senza obbiettivi generali, un Governo del giorno per giorno,in attesa di un colpo di genio del Cavaliere, che come al solito deve far apparire vero e bello tutto quello che non lo è. Purtroppo, Fini ha commesso degli errori nei momenti più importanti dello scontro che hanno segnato la partita a favore del premier. Il primo e forse determinante, è stato quello di concedere tempo al Cavaliere, tanto da consentirgli di organizzare le sue forze, per arrivare al momento del voto parando l’attacco di Futuro e Libertà e riportando un successo che nessuno credeva più possibile. Il secondo errore è stato quello di votare alla Camera il contestatissimo disegno di legge della Gelmini, dove poteva mettere sotto il Governo ed ottenere dagli studenti in lotta un sicuro riconoscimento. Infine, Fini ha cercato di dimostrare una credibilità istituzionale votando una Finanziaria, spacciata come manovra del “rigore” ed invece era la solita manovra di Tremonti di tagli indiscriminati alla spesa sociale ed agli investimenti per lo sviluppo. Alla fine, in un Parlamento eletto con una legge truffa ,Fini non poteva che perdere. Certo, il Presidente della Camera c’è andato proprio vicino: il centro destra ha perso ben 51 voti, mentre le opposizioni ne hanno guadagnato 46. All’inizio della legislazioni i deputati della coalizione di Governo erano 365 e quelli dell’opposizione erano solo 265; una differenza di cento deputati che hanno rappresentato una solida sicurezza per le manovre spericolate del Governo. Il voto dell’altro giorno ha visto Berlusconi ottenere 314 voti a favore, mentre le opposizioni ne hanno registrato 311. Il rapporto è passato da 100 a 3, ma questo basta all’anziano leader di Arcore per rimanere in sella e sperare nel futuro. Tutto il delirante dibattito precedente al voto di martedì scorso è ormai destinato ad essere dimenticato e rimosso come inutile esercizio virtuale. Proprio quel dibattito, su quale tipo di Governo doveva essere composto dopo la sfiducia al premier, ha rappresentato il vero punto debole di tutta questa vicenda. Fini chiedeva le dimissioni di Berlusconi, l’allargamento a Casini della maggioranza per mettere sotto controllo la Lega, mentre il Pd e Di Pietro potevano accettare solo un Governo di responsabilità nazionale per cambiare la legge elettorale, stabilizzare la situazione economica ed andare a votare in un clima diverso. Nella confusione, gli indecisi e gli opportunisti si muovono sempre con sollecitudine e furbizia, creando le condizioni giuste in cui il gioco di Berlusconi riesce meglio, portandolo ancora una volta al successo. Un successo sofferto, che è arrivato all’ultimo momento, ma per questo molto più gratificante per lui. Eppure, a guardare bene, non poteva esserci vittoria peggiore di questa per il leader. Innanzi tutto, il fautore di un populismo antiparlamentare come lui, ha avuto la meglio, ma utilizzando i peggiori sistemi democristiani. Berlusconi ha perso la piazza e nel paese la sua popolarità è ai minimi storici. La manifestazione del PD del giorno 11, le lotte in tutta Italia degli studenti,dei professori e dei ricercatori, le proteste dei cittadini dell’Aquila e della provincia di Napoli, le lotte degli operai licenziati o in cassa integrazione, si stanno saldando attorno a parole d’ordine contro il Governo ed i suoi provvedimenti. Berlusconi ha ottenuto la vittoria peggiore, quella di un potere delegittimato dai cittadini. Berlusconi ha la maggioranxa nel suo Parlamento, ma non nel Paese. Infine, se l’obbiettivo di Fini era quello di ridurre il potere della Lega, ha ottenuto l’esatto contrario. Con una maggioranza di soli tre voti in Parlamento, la Lega è molto più forte. Ma questo dato rappresenta un ulteriore elemento di debolezza del premier, che già era molto ricattabile dai politici della Lega, adesso ne dipende completamente. Prevedo un cambiamento radicale della politica del Governo nel prossimo anno, con la prevalenza dei temi antiunitari del partito della Padania. Lo scontro sociale nel nostro paese è già molto aspro, gli scontri di Roma hanno dimostrato un malessere, soprattutto giovanile, che deve essere represso nelle sue forme violente, ma capito nella sostanza delle sue rivendicazioni. In Italia, come in Grecia, come in Francia, come in Inghilterra sta crescendo un movimento di giovani ed operai che non sono disposti a pagare la crisi provocata dal mondo delle Banche e della Finanza. D’altra parte, l’Europa guidata dal centro destra, non ha nessuna strategia unitaria, anzi, la visione gretta e conservatrice dei Governi Europei, sta facendo precipitare l’Unione in una crisi grave, in cui è in gioco il futuro dell’Europa. In questo contesto, l’Italia non è nella migliore condizione per affrontare un anno difficile come quello che sta per venire. Berlusconi ha vinto, ma non è stato mai tanto debole come in questa fase. Lo scontro sociale, senza risposte continuerà a crescere ed i rischi sono veramente seri, soprattutto perché non sono molti quelli che hanno capito quanto sia nuova e diversa la situazione che dovremo vivere nel futuro. La crisi è di sistema, occorrono risposte culturali all’altezza dei problemi, purtroppo, Berlusconi appare totalmente inadeguato a fronteggiarla in maniera efficace. Il Cavaliere è capace solo a vincere le battaglie in cui serve molta furbizia. Purtroppo per noi avremmo avuto bisogno di un leader politico dotato di intelligenza e lungimiranza, coniugata con una moralità ineccepibile ed un senso dello Stato alto, forgiato nel rispetto della Costituzione. Sicuramente il centro destra non è in grado di esprimerlo.

 


 


 


 


 

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di Raffaele Pirozzi
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