POLITICA - Parlamento
IL PREMIER ANCORA CONTRO I GIUDICI PER L'UDIENZA MEDIASET
Berlusconi:"Ennesimo atto di guerra contro di me"
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01/03/2010, ore 21:02 -
ROMA - E' un Silvio Berlusconi furente quello che, almeno in pubblico, decide di ripararsi dietro le dichiarazioni al fulmicotone del fidato Angelino Alfano. Il pomo della discordia (e dell'ira) è ancora una volta rappresentato da una questione giudiziaria. La scelta odierna dei magistrati milanesi di non accogliere la richiesta di legittimo impedimento avanzata dal Cavaliere per l'udienza sul processo Mediaset, è stata infatti duramente criticata dal ministro della Giustizia. Ma, come si legge anche sull'Ansa, le dichiarazioni di Alfano sono quasi certamente frutto di un accordo preventivo con Berlusconi.
Quest'ultimo avrebbe difatti preferito evitare arringhe pubbliche come quelle dello scorso venerdì durante le quali si parlava di "giudici talebani"; affidandosi al Guardasigilli che, dopo il suo un attacco ai giudici, si è visto commentare dal Premier con un eloquente e secco "hai perfettamente ragione".
In effetti, per tutta la giornata, il Primo Ministro si sarebbe lasciato circondare dalle dichiarazioni di sdegno degli uomini a lui più vicini. Partendo da Testoni che ha parlato di "una insensibilità che sconfina nell'arroganza da parte dei giudici", passando per "permanente uso politico della Giustizia" denunciato da Fabrizio Cicchitto ed arrivando all"caso di ordinaria faziosità, persecuzione e pregiudizio verso Berlusconi" sottolineato da Maurizio Gasparri.
Con i suoi uomini il Premier si sarebbe però lasciato andare a dichiarazioni ben precise; trapelate anche fuori dal Consiglio dei ministri. Berlusconi avrebbe infatti lamentato l'ennesimo atto di guerra della magistratura nei suoi confronti; accusando i pm di inventarsi sempre nuovi modi per attaccarlo e, in ultimo, in riferimento all'episodio odierno, si sarebbe chiesto:"Come è possibile non considerare il Consiglio dei ministri causa di legittimo impedimento?".
Quest'ultimo avrebbe difatti preferito evitare arringhe pubbliche come quelle dello scorso venerdì durante le quali si parlava di "giudici talebani"; affidandosi al Guardasigilli che, dopo il suo un attacco ai giudici, si è visto commentare dal Premier con un eloquente e secco "hai perfettamente ragione".
In effetti, per tutta la giornata, il Primo Ministro si sarebbe lasciato circondare dalle dichiarazioni di sdegno degli uomini a lui più vicini. Partendo da Testoni che ha parlato di "una insensibilità che sconfina nell'arroganza da parte dei giudici", passando per "permanente uso politico della Giustizia" denunciato da Fabrizio Cicchitto ed arrivando all"caso di ordinaria faziosità, persecuzione e pregiudizio verso Berlusconi" sottolineato da Maurizio Gasparri.
Con i suoi uomini il Premier si sarebbe però lasciato andare a dichiarazioni ben precise; trapelate anche fuori dal Consiglio dei ministri. Berlusconi avrebbe infatti lamentato l'ennesimo atto di guerra della magistratura nei suoi confronti; accusando i pm di inventarsi sempre nuovi modi per attaccarlo e, in ultimo, in riferimento all'episodio odierno, si sarebbe chiesto:"Come è possibile non considerare il Consiglio dei ministri causa di legittimo impedimento?".
di Germano Milite
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