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Il leader di Fli: fedeli ai patti, partito deve rinascere

Berlusconi-Fini: è resa dei conti: "Il Pdl non c' più"


Berlusconi-Fini: è resa dei conti: 'Il Pdl non c' più'
05/09/2010, 18:09

ROMA - Come in una partita a scacchi. Ogni mossa è direttamente legata al passo (falso) dell’avversario. Berlusconi vuole mandar via Fini; il leader di Fli però assicura che continuerà a sostenere il Governo ma non il Pdl, "partito che non c'è più". E allora il premier tira fuori dal cilindro una delle sue: rinunciare al processo breve e spiazzare chi rema contro all’interno della maggioranza. Il Cavaliere ne è certo: “Adesso la rottura sarà solo colpa sua: questa Fini non se l'aspettava proprio eh?”. Il presidente della Camera, però, non casca nel tranello e giura fedeltà all’Esecutivo: “Rispetteremo il patto con gli elettori, continueremo a sostenere il governo, nonostante ci abbiano buttato fuori dal Pdl” ribadisce all'assemblea dei parlamentari di Futuro e Libertà prima dell'intervento alla festa di Mirabello. In serata però diventa un fiume in piena, e si toglie qualche sassolino dalla scarpa: "Vado avanti nonostante gli attacchi infami, non tanto contro la mia persona, ma contro la mia famiglia. Una cosa tipica degli infami" dice Fini". La campagna estiva di alcuni giornali del centrodestra "è stata il tentativo di dar vita ad un'autentica lapidazione di tipo islamico contro la mia famiglia. Ho fiducia nella magistratura e aspettiamo che sia la magistratura a stabilire le responsabilità".
Fini ha scelto la strada della lealtà e della fiducia, anche se, ha aggiunto, “spiegheremo agli elettori tutto quello che è successo in questi giorni. Non è vero che siamo dei traditori, come ci stanno accusando di essere”. In una democrazia liberale non c'è eresia perchè non c'è ortodossia, e "il popolo non è suddito", dice in un passaggio Fini: "Avevo il dovere di farle (dice riferendosi alle critiche avanzate) come presidente della Camera. Non credo di aver meritato un gesto infastidito e stizzito ed essere definito incompatibile". "Berlusconi ha tanti meriti - sottolinea - ma anche qualche difetto in primo luogo il fatto di non aver compreso che in una democrazia liberale non c'è eresia perchè non c'è ortodossia". "Gli siamo tutti grati -aggiunge ancora- lo dico sinceramente, ma non siamo un popolo di sudditi. Si va avanti senza farci intimidire da quello che è stato il 'metodo Boffo' messo in campo da alcuni giornali che dovrebbero essere, pensate un pò, il biglietto d'amore del partito dell'amore; noi non ci facciamo intimidire perchè di intimidazioni ne abbiamo vissute ben altre. Non ci facciamo intimidire da campagne paranoiche e patetiche". Dichiarazioni, quelle dell’ex leader di An, che arrivano dopo le voci che vogliono un Berlusconi sempre più proiettato alle prossime elezioni. E l’ostacolo maggiore è rappresentato proprio da Fini.
Un ostacolo ovviamente da abbattere in ogni modo.

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di Davide Gambardella
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