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Il sottosegretario all'economia nell'occhio del ciclone

Berlusconi:"Fuori chi vota la sfiducia a Cosentino"


Berlusconi:'Fuori chi vota la sfiducia a Cosentino'
13/07/2010, 22:07

ROMA - Tattiche, dichiarazioni contrarie alla linea di partito e forte ostruzionismo interno: la tecnica del disturbo a frequenze ora basse ed ora più alte degli uomini di Gianfranfo Fini prosegue con grande cinismo e tenta di provocare e colpire i politici più vicini a Silvio Berlusconi.
L'ultimo bersaglio dei finiani è stato infatti proprio Nicola Cosentino; sottosegratario all'economia ed uomo chiave del Pdl campano da mesi nel mirino della nuova corrente che fa capo al presidente della Camera. A mettere in chiaro la linea da seguire ci pensa però proprio il Premier che, riguardo la mozione di sfiducia che la corrente finiana ha in mente di presentare insieme ad Udc ed Idv contro il sottosegretario all'economia, tuona:"Chi vota la sfiducia a Cosentino è fuori dal partito".
Il Cavaliere poi incalza avvertendo che:"Chiunque votasse una mozione di sfiducia dell'opposizione per chiedere le dimissioni di esponenti di governo a seguito di indagini ancora in corso, si porrà automaticamente fuori dal partito e dalla maggioranza". Parole chiare che paiono far rimbalzare come proiettili di gomma i primi dardi finiani che erano stati affidati, indirettamente e forse involontariamente, all'inesperta ed ondivaga 
Mara Carfagna.
La ministra, dopo aver con fatica tentato di staccarsi dal petto il bollino di "raccomandata senza doti" inscenando una pomposa campagna elettorale in Campania, ha pobabilmente deciso di appiccicarsi sulla fronte quello di "marionetta presuntuosa" definendosi prima "garantista" e, subito dopo, chiedendo le dimissioni di Cosentino in via preventiva e prima ancora di una sentenza definitiva emanata dalla magistratura. Ad un osservatore poco attento, comunque, probabilmente sfuggiranno le reali e sfumate motivazioni di certe lotte intestine che stanno destabilizzando il partito di Berlusconi; con gli uomini di fiducia del Premier attaccati e braccati dai finiani e quelli più vicini al presidente della Camera incredibilmente graziati dalla ghigliottina correntista. Una ghigliottina che sceglie accuratamente le teste da tagliare e quelle da non sfiorare nemmeno in nome di un disegno politico ben preciso ed al contempo ancora ambiguo e difficilmente interpretabile. Non si comprende, infatti, come mai Fini e la Carfagna (sempre più distante dal Cavaliere e vicina alla terza carica dello Stato) siano da qualche mese molto preoccupati dell'incompatibilità politica di Cosentino e dimentichino, in maniera sistematica, di scagliarsi anche contro Pietro Diodato;  aennino doc (e sponsor proprio della Carfagna alle scorse elezioni regionali) divenuto presidente della III Commissione Consiliare Permanente alle Attività Produttive della Regione Campania e condannato dalla Corte di Cassazione ad un anno e sei mesi per brogli elettorali.
Su Diodato mai una parola nemmeno da parte di Italo Bocchino, il quale, evidentemente, si cura di appoggiare il giustizialismo di matrice dipietrista solo contro quelli che vengono considerati "gli uomini scomodi". Dunque nessuna favola deve essere raccontata da parte dei finiani agli elettori passati, presenti e futuri: la musica del centrodestra non è cambiata e non v'è aria di rinnovamento; con i vertici di "Generazione Italia" che continuano a fare figli e figliastri e che si dimostrano preoccupati della pulizia dei vari colleghi di partito solo quando questi ultimi non fanno parte della propria corrente finto dissidente. Se Gianfranco Fini sta sul serio preparando il terreno per una nuova formazione politica, cominci a guadagnare credibilità eliminando le travi che si trovano tra le proprie fila e non limitandosi, in via esclusiva, ad inveire contro le pagliuzze dei nemici. In questo caso, come innegabile, rischia infatti di dimostrarsi un poco tollerabile doppiopesista-giacobino di tradizione decisamente più "sinistra" che liberale.

Aggiornamento delle 23:00
Il Pdl, in una nota, ha smentito le dichiarazioni del Premier Silvio Berlusconi riguardo Nicola Cosentino e la sua netta presa di posizione a favore del coordinatore regionale del partito diffusa in serata sempre da alcuni organi del Pdl.

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di Germano Milite
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