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Il Cav:"L'offensiva delle Toghe sarà respinta"

Berlusconi:"I giudici non ci fermeranno, andiamo avanti"

Il discorso del premier ai promotori della Libertà

Berlusconi:'I giudici non ci fermeranno, andiamo avanti'
28/01/2011, 22:01

"Noi continuiamo a governare, forti del sostegno degli italiani". Silvio Berlusconi non cambia registro nè proclamazioni mantriche e, rivolgendosi ai promotori della libertà, ha lanciato la consueta stoccata alla magistratura:"L'unica cosa che unisce ex comunisti ed ex fascisti - ha infatti osservato - è far fuori Berlusconi e danneggiare l'Italia col soccorso rosso delle toghe politicizzate. Ebbene, ancora una volta questa offensiva è stata e sarà respinta".
Sicuro del consenso elettorale di cui ancora gode, il premier ha poi spiegato:"Dai giornali  sembra che io sia presidente del Consiglio quasi per caso, come beneficiario di un sorteggio e non perché abbiamo vinto le elezioni. Io vado avanti nell'interesse del Paese che mi ha scelto come capo del governo e che non ha mai rinnegato questa scelta, e lo farò fino a quando sentirò la fiducia degli elettori e della maggioranza del Parlamento, che sono gli unici capisaldi di ogni vera democrazia. Faremo il federalismo e sarà una riforma storica che ridisegnerà il volto dello Stato assimilandoci ai grandi Paesi europei". 

"Di fronte alla politica di palazzo - ha precisato ancora Berusconi - noi abbiamo risposto con un piano di cose concrete in cinque punti: federalismo, fisco, Sud, giustizia, sicurezza. Tutti questi provvedimenti sono stati approvati in successivi Consigli dei ministri, ad eccezione della riforma della giustizia bloccata dai finiani. Ma da oggi in poi questa riforma, già concordata con gli elettori, sarà in testa all'agenda del governo, insieme al federalismo. Perché è giunto il momento di ristabilire una reale separazione e un corretto equilibrio fra i poteri e gli ordini dello Stato".

CASO RUBY
Cul Ruby-gate, poi, il presidente del Consiglio si dimostra altrettanto sicuro:"Il fango ricadrà su chi cerca di usarlo contro di noi. Sia chiaro che io non ho alcun timore di farmi giudicare: davanti ai magistrati non sono mai fuggito, e la montagna di accuse più grottesche e inverosimili in quasi venti anni di persecuzione giudiziaria non ha partorito nemmeno un topolino: i mille pubblici ministeri che hanno ossessivamente indagato sulla mia vita non hanno trovato uno straccio di prova che abbia retto in tribunale". 
Berlusconi, dimenticando le numerose leggi salva-processi che il suo governo ha varato proprio per evitargli il confronto con giudici e tribunali,  ha poi concluso ribadendo di avere "il diritto, come ogni altro cittadino, di presentarmi di fronte al mio giudice naturale, che non è la Procura di Milano. E avendo la coscienza totalmente tranquilla, lo farò, mi presenterò appena sarà stata ristabilita una situazione di correttezza giudiziaria".
Poi l'ultima frecciata contro le intercettazioni:"Non è un Paese libero se quando si alza il telefono non si è sicuri dell'inviolabilità della proprie conversazioni e vengono pubblicate intercettazioni senza contenuto rilevante".

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di Germano Milite
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