Politica / Parlamento

Commenta Stampa

Il Premier:"Troppo odio, qualcuno potrebbe sparare"

Berlusconi:"In Abruzzo sparerebbero alla Protezione civile"


Berlusconi:'In Abruzzo sparerebbero alla Protezione civile'
08/06/2010, 19:06

ROMA - Un  Silvio Berlusconi decisamente contrariato invita provocatoriamente la Protezione civile a stare lontana dall'Abruzzo poichè:"potrebbe avvenire che se uno ha qualche familiare che è morto sotto le macerie ed ha una mente fragile magari gli può venire in mente di sparare". 
L'aspra polemica, nata dopo la decisione dei pm dell'Aquila di mettere sotto inchiesta la Pc per non aver avvertito la popolazione del rischio terremoto in tempi utili, viene portata avanti con una contro-accusa rivolta dal Premier ai magistrati, i quali, a suo dire, sarebbero "politicizzati" e dunque responsabili di aver "creato un clima tale per cui la Protezione civile non può più mettere piede all'Aquila perché rischia di essere aggredita dalla gente".
Alle considerazioni del presidente del Consiglio risponde il Csm che, in una nota, richiede "tutela dei magistrati dell'Aquila che hanno messo sotto inchiesta la Protezione civile per non aver allertato la popolazione sulla possibilità di un imminente terremoto e che sono stati accusati dal presidente del Consiglio di essere politicizzati e di aver messo a rischio l'opera della Protezione civile nei luoghi del disastro".

IL PD:"BERLUSCONI USA PAROLE INCENDIARIE"
Non tardano ad arrivare le reazioni del Pd che, attraverso la capogruppo democratica nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti , stigmatizza le dichiarazioni del premier come "parole rancorose e incendiarie, Berlusconi getta benzina sul fuoco e dimostra, ancora una volta, la sua completa sfiducia nella magistratura".
"Arrivare ad evocare il pericolo di spari in testa agli uomini della Protezione civile è da irresponsabili e ha tutto il sapore di un tentativo di influenzare le indagini. Con queste parole -
incalza la Ferranti - Berlusconi manca di rispetto agli aquilani e a tutti i cittadini italiani che aspettano con serenità ed equilibrio giustizia".
Anche il leader del Pd Pier Luigi Bersani trova sinonimo di scarsa serenità le dichiarazioni del Cavaliere ed osserva:"E' furbo, sta mettendo le mani avanti perché sa benissimo che, finito lo show, ora l'Aquila è nel dramma". Bersani ricorda poi che, a partire dal primo luglio, a causa della normativa vigente, anche le "30mila persone che non vivono nelle proprie case" dovranno "ricominciare a pagare le tasse" e che, di conseguenza, "Berlusconi invece di cercare diversivi" dovrebbe lasciare "in pace la magistratura" e curarsi "di fare il suo dovere".

Commenta Stampa
di Germano Milite
Riproduzione riservata ©