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"Tutti gli eletti del Pdl rispettino il programma"

Berlusconi:"No al ritorno delle vecchie ammucchiate"


Berlusconi:'No al ritorno delle vecchie ammucchiate'
26/08/2010, 14:08

ROMA - Fiducia assoluta da parte di tutti gli eletti nelle liste del Pdl su ognuno dei cinque punti del programma e serrata marcia in avanti con "la politica del fare" in barba alle boutade ed alle ciarliere battaglie estive. Questi i due moniti principali lanciati da Silvio Berlusconi che, dopo la delicata riunione con Umberto Bossi, mette da parte l'ipotesi d'allargamento della maggioranza verso l'Udc, allontana la possibilità di elezioni anticipate e lascia il seguente messaggio ai promotori della libertà:"Al di là dei dibattiti politici estivi, dobbiamo tenere un punto ferm e cioè che le innovazioni che abbiamo introdotto nella politica restano, non perché lo diciamo noi, ma perché questa è una conquista della gente e la gente giustamente non accetterebbe mai di tornare indietro. Andiamo avanti, quindi, sulla strada della novità e della semplificazione, su quella realizzazione concreta delle promesse elettorali che resta l’unico punto di aggancio vero nei confronti dei nostri elettori".
Poi il presidente del Consiglio si rivolge ammiccante e motivante verso i suoi sostenitori:"I cinque punti che il Popolo della Libertà e il governo intendono portare con priorità in settembre dinnanzi alle due Camere, confermando tutto il programma approvato dagli elettori, sono la continuazione concreta di una politica tutta tesa ai fatti. Su quei punti e per quei punti sono stati eletti tutti i rappresentanti del Popolo della Libertà, che su quei punti e per quei punti saranno chiamati a impegnarsi per portare a termine una legislatura fruttuosa e feconda di risultati positivi. Sono sicuro che questo debba avvenire e avverrà. Tutto il resto sono soltanto chiacchiere, chiacchiere e basta".
Dopo aver più volte tentato di riportare in seno alla maggioranza i centristi senza riuscirci, poi, il Cavaliere disprezza l'uva che non è riuscito a cogliere e si dice assolutamente contrario alle "vecchie ammucchiate"; dato che "è vero che siamo in estate, ma agli italiani alcune idee chiare e precise non vengono certo offuscate dai calori estivi... Il ritorno della vecchia politica, perciò, è il tentativo di riaprire un teatrino che ormai non trova più spettatori".
Verso la conclusione, non pago, il Premier pone una domanda retorica che fino a qualche giorno fa avrebbe potuto probabilmente rivolgere a se stesso e a buona parte dei suoi compagni di partito (tra cui il ministro al Lavoro Altero Matteoli):"Come si può pensare, nell’anno di grazia 2010, di resuscitare alleanze dal collante incerto, dai programmi ancora più incerti, dalle prospettive addirittura incertissime?".

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di Germano Milite
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