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Il Leader del Pd risponde a Veltroni e attacca la Lega

Bersani: Basta polemiche, io parlo di Italia


Bersani: Basta polemiche, io parlo di Italia
19/09/2010, 13:09

MODENA - "Abbiamo i luoghi per discutere, giovedì c’è la direzione e ne parleremo lì. Io da adesso parlo di Italia, le altre cose ce le vedremo nei nostri organismi". Così un acclamato Pier Luigi Bersani alla festa dell'Unità di Modena. Sulla querelle interna al Partito Democratico e sui 72 veltroniani, il segretario nazionale ha poi aggiunto:"Io non rifiuto il dialogo, ma non stiamo sempre a guardarci la punta delle scarpe, perché le scarpe ci servono per camminare". Poi la promessa solenne:"Farò di tutto per evitare ulteriori divisioni".
Sempre in riferimento alla considerazione di Veltroni secondi il quale, il Pd, avrebbe perso la bussola, Bersani risponde sicuro che "la bussola c'è".
Non pago, l'ex ministro ripesca dal cilindro i classici conigli bianchi del centrosinistra e sentenzia:"Il coraggio è stare dove ci sono i problemi, accanto ai precari, nella fabbriche, alle primarie voglio che si parli di questo, delle proposte per il Paese". Poi un altro ritornello che i sempre meno elettori del Pd conoscono:"Che Berlusconi debba andare a casa non c’è dubbio. Le azioni e le tattiche le devono vedere bene i gruppi parlamentari. Noi dobbiamo restringere i campi di azione di Berlusconi e mai allargarli".
Riguardo le modifiche allo statuto del partito suggerite da Sergio Chiamparino (e non solo) per permettere di candidare alle primarie anche chi non è leader del Pd? "Quando lo dicevo io tutti mi davano torto, adesso vedo che finalmente sono d’accordo con me...".
Come riporta anche Andrea Carugati nel suo dettagliato articolo su L'Unità, Bersani non si tira indietro nemmeno riguardo la questione della compravendita dei voti avanzata provocatoriamente da Veltroni:"Una compravendita vergognosa, che comunque non risolve la crisi della maggioranza, qualunque cosa impapocchino sarà comunque debole, alla fine della legislatura non ci arrivano".

CONTRO LA LEGA
Ma il messaggio più duro, probabilmente, il numero uno democratico lo lancia alle Lega:"Dobbiamo assumere un atteggiamento più netto, preciso e combattivo - raccomanda infatti -, noi nei confronti della Lega non abbiamo mai avuto la puzza sotto il naso, non siamo mai stati snob, ma parliamo chiaro, come parla chiaro la loro e la nostra gente". Poi ancora, con il petto gonfio di orgoglio e le orecchie preparate agli scroscianti applausi:"Non prendiamo lezioni sul radicamento: 2.120 feste... la Lega ci fa un baffo". Bersani non si ferma e continua la sua arringa nei confronti del Carroccio:"Non vogliamo più sentire “Roma ladrona” da voi da voi che state con i 4 ladroni di Roma". In conclusione, però, arriva un'apertura possibilista nei confronti di Umberto Bossi:"Mi aspetto una Lega che mentre sembra la più attaccata a Berlusconi, le sue riflessioni poi le fa, Bossi vuole avere le mani un po’ più libere...".

MORBIDO CON FINI
Nei riguardi di Gianfranco Fini, invece, il leader democratico mostra una decisa apertura:"Sono pronto domattina a discutere con lui in Parlamento come vogliamo fare la riforma elettorale". Bersani riconosce che, il presidente della Camera, "nel discorso a Mirabello ha messo in evidenza una serie di anomalie, come la Rai, ora mi aspetto comportamenti coerenti". Riguardo l'ipotesi di un'entrata dell'ex leader di An nel nuovo Ulivo la risposta appare però netta:"Lui ha in mente una destra moderna, e chiariamolo una volta per tutte: non potrà certo far parte del nuovo Ulivo!".

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di Germano Milite
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