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Così il leader del Pd durante l'intervista a Repubblica

Bersani: "Berlusconi blocca il paese"


Bersani: 'Berlusconi blocca il paese'
31/05/2011, 21:05

ROMA - "Non uno schiaffo ma una valanga". Il segretario del partito democratico  Pierluigi Bersani descrive in questi termini gli esiti dei ballottaggi. Lo fa a RepubblicaTv, intervistato da Massimo Giannini e rispondendo alle centinaia di domande arrivate dai lettori. "Le amministrative 2011 rappresentano un risveglio civico ed ora la coalizione dovrà essere all'altezza  del risultato, che è persino più sorprendente di quello del 2006. L'esigenza diffusa di  cambiamento riguarda la politica locale ma anche nazionale. C'è una una speranza nuova da organizzare in una proposta di governo. Un passo importante è già stato fatto, le amministrative hanno mostrato una politica sobria, concreta, a portata di cittadini, con proposte reali in alternativa alla malattia e all'illusione del  personalismo e della semplificazione. Berlusconi deve prendere atto che è da mesi che andiamo avanti col pilota automatico, se è uno statista se ne deve andare, non può tener prigioniero il Paese""Siamo prossimi a essere il primo partito del Paese, ma non vuol dire che faremo da soli o che lasceremo per strada pezzi di centrosinistra di governo. Servono idee chiare sul programma, le alleanze sono un meccanismo gravitazionale: è il progetto a guidare. Voler essere il primo partito non significa voler essere soli, anzi essere aperti e compatti. Che lo si chiami Nuovo Ulivo o in altri modi, al centro dev'esserci la riscossa civica. Questione democratica: riforma del sistema elettorale, del sistema di informazione e comunicazione Rai inclusa, costi della politica, riforma della giustizia per i cittadini. Questione sociale: fare una riforma fiscale, tutelare il lavoro, combattere la precarietà, fare liberalizzazioni. Un'attenzione particolare va al mondo dei precari e alla scuola pubblica statale. Tra gli impegni da mettere in cantiere, una seria politica industriale ed energetica e un impegno particolare per ricerca e innovazione".  "Una seria manovra economica è un punto fondamentale. Le manovre non si fanno in un giorno: serve una manovra che non deprima la crescita, che sia equa e sostenibile, e tutto ciò richiede mesi di lavoro". 
Il prossimo passo è il referendum? "Il Pd è assolutamente impegnato per il referendum, ci crediamo fino in fondo e il tentativo di scippo del governo è indecoroso. Non voglio interferire con la decisione della Cassazione, ma è chiaro qual è il piano politico del governo: modificare la norma per evitare il referendum e poi ricominciare con il vecchio progetto".

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di Redazione
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