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“Berlusconi deve togliersi di lì, stiamo andando a fondo”

Bersani chiude la Festa nazionale del Pd “attaccando”il Governo


Bersani chiude la Festa nazionale del Pd “attaccando”il Governo
11/09/2011, 09:09

MILANO – Chiude con un discorso a tutto campo, la festa dei democratici di  Pesaro, il segretario generale del partito Pierluigi Bersani. All’appuntamento  nazionale del Partito Democratico, il massimo referente dei democratici italiani  concede un discorso molto  articolato.
L’inizio del discorso è di decisamente patriottico: “Siamo figli dell'unità del Paese e figli della sua costituzione che è la più bella del mondo. Con la coccarda tricolore ci siamo sentiti a nostro agio, la destra no. Noi siamo patrioti senza se e senza ma”.
Ha continuato: “Ci siamo ripresi questa parola, patriota, una parola usurpata dal nazionalismo e imperialismo del primo'900. Patriota, la parola del 25 aprile, data sacra che abbiamo difeso e che nessuno cancellerà mai. Non ci sequestreranno più le parole: parole come libertà, canti come "Va Pensiero" ce li riprendiamo e li riconsegniamo agli italiani. La prossima festa si terrà a Reggio Emilia città del tricolore”.
È passato poi a parlare dell'identità del partito: “E riaffermiamo qui da Pesaro, la nostra identità: partito popolare del secolo nuovo. L'uguale dignità di tutte donne del mondo, la solidarietà, il civismo. Vogliamo che questi valori si riconoscano in ogni cosa che facciamo. Guardando gli occhi col mondo dei più deboli, si può fare una società migliore per tutti”.
L’ attacco al governo: “La crisi ha sorpreso l'Italia dove non avrebbe dovuto, la settima potenza industriale del mondo, non avrebbe dovuto al centro della tempesta, non avremmo dovuto subire l'umiliazione di essere guardati come una zavorra. Le forze che ci hanno trascinato fin qui vorrebbero spiegarci quello che succede”. E si è rivolge alle sinistre del Continente: “Ci vuole una riscossa dei progressisti europei, la destra ha rovinato l'Europa. Deve rinascere il sogno a dispetto di questa crisi. interventi che facciano pagare alla finanza. Quando ci decidiamo a istituire una tassa sulle transazioni finanziarie? E ci vuole una politica estera unica. Il futuro lo vogliamo per i nostri figli “.
Le accuse al Governo: “Hanno mentito agli italiani, occultando e ignorando la crisi. E di averla aggravata con politiche dissennate. Di essersi occupati notte e giorno dei fatti loro e non dei fatti degli italiani. Li accusiamo di aver colpito la coesione nazionale e sociale, di aver scelto consapevolmente la divisione nel mondo del lavoro. Di aver chiamato sussidiarietà il venir meno dei doveri dello stato. Li accusiamo di aver colpito la scuola e la ricerca. Di aver svilito agli occhi del mondo la dignità della nazione. E infine, di voler sopravvivere, truccando le carte. Di lasciare il paese senza timone e senza rotta”.
La conclusione di Bersani:   “Chiediamo un governo di transizione che faccia una nuova legge elettorale. Il paese ne ha bisogno, non ne abbiamo bisogno noi. Non abbiamo più tempo per le curve larghe, bisogno. Berlusconi deve togliersi di lì, stiamo andando a fondo”.

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di Rosario Scavetta
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